di Alessandro Giacopetti
Partito a Fermo il progetto nato un anno e mezzo fa relativo all’assegnazione di posti all’interno di quelle che sono definite Case Emergenziali. “Tutto nasce a seguito di una segnalazione da parte di cittadini, che chiedevano la risposta ad un problema concreto – spiega Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo: ci sono soggetti, generalmente uomini soli, di mezza età, separati e disoccupati, che vivono quindi una situazione particolarmente difficili. Tali soggetti non riescono ad accedere ad alloggi sociali, perché i parametri richiesti per l’assegnazione fanno passare in cima alla lista madri o famiglie con prole, specialmente se minori di età”.
Per rispondere a tale necessità il Comune di Fermo ha ora a disposizione un appartamento di circa 70 metri quadrati, situato in via Graffigna, 19, al piano terra, ristrutturato dall’Ufficio Tecnico comunale, con 2 camere doppie e una singola. I soggetti possono presentare domanda o essere segnalati dai Servizi Sociali e da assistenti sociali. E’ destinato ad ospitare fino a 4 persone alla volta, opportunamente selezionate dopo colloqui mirati a capire tra l’altro lo spirito di adattamento e coabitazione del soggetto destinatario. I dettagli sono stati forniti da Gianni della Casa, dirigente comunale del settore Servizi Socio-sanitari, Attività Produttive, Progetti Speciali e Fondi Comunitari.
“Dovevamo dare risposta a una tipologia di persone rimaste senza lavoro o divorziati, residenti nel Comune di Fermo. Saranno seguite alcune ore a settimana, con colloqui per reinserirli nel mondo del lavoro – aggiunge Mirco Giampieri, assessore ai Servizi Sociali, secondo cui – l’alloggio non è un punto di arrivo, ma una sistemazione momentanea. Ci siamo mossi con alcune attività commerciali della zona per trovare arredamenti e abbiamo attivato una collaborazione con l’associazione Il Ponte che ha fornito posate e lenzuola. Sempre con Il Ponte è stata sottoscritta una convenzione per chi non sa o non vuole cucinare”.
“Ci sono persone che non possono attendere i lunghi tempi del bando per l’assegnazione delle Case Popolari, ad esempio chi è destinatario di un provvedimento giudiziario di sfratto – comunica il sindaco -. Altro dovere è partecipare al primo bando utile per l’assegnazione di case popolari, per puntare ad una prospettiva a lungo termine. La casa emergenziale, infatti, deve essere una sistemazione temporanea di 12 mesi al massimo, con una rotazione di soggetti”, aggiunge Calcinaro.
Nel corso della conferenza stampa avvenuta oggi nella sede comunale, Paolo Calcinaro ha allargato lo sguardo in ambito politico nazionale, avvertendo: “Speriamo che si tenga conto di questo tipo di interventi verso persone che ne hanno bisogno e che non si arrivi a tagliarli con l’accetta dopo l’arrivo del Reddito di Cittadinanza. Quest’ultimo non può soppiantare un sistema che già funziona. Serve – secondo Calcinaro – qualcuno che segua i soggetti cui viene dato un contributo e non basta dare soldi senza un controllo”.
















