FERMO – Nella stragrande maggioranza dei casi, come ovvio, le cronache calcistiche si riferiscono alle prestazioni dei giocatori o alle notizie di mercato relative pressoché agli stessi.

Nell’occasione in questione, invece, le luci dei riflettori si accendono per una figura gregaria.

Bisogna infatti ricordare che lo sport si regge anche e soprattutto sulla spina dorsale fatta di segretari, magazzinieri, team manager ed altri ruoli poco avvezzi, per natura, a calamitare l’attenzione mediatica.

E’ il caso di Enrico Recchioni (foto), oggi a compiere 70 anni, 25 dei quali spesi con addosso il gialloblu della Fermana. Accompagnatore ufficiale di molte selezioni del settore giovanile, Recchioni ha vissuto in canarino ben sette promozioni, toccando l’apice con la storica stagione in B e, ad umori contrapposti, vivendo anche la mesta ripartenza dalla Prima categoria. 

“La vittoria della serie C1 e la conseguente salita in cadetteria è di certo il momento migliore vissuto nel mio quarto di secolo qui alla Fermana, circostanza che numericamente richiama i miei settant’anni, compiuti proprio oggi – commenta l’interessato -. Il dilettantismo della Prima è di certo il punto calcisticamente più basso della mia lunga militanza al fianco di questi colori, ma è ovvio: si è tifosi e dediti alla causa sia nel bene che nel male. Anzi, è proprio nei momenti peggiori che bisogna far vedere la pasta di cui si è composti per ritornare, quanto prima, ai palcoscenici di un tempo”.

Paolo Gaudenzi

© RIPRODUZIONE RISERVATA