di Pierpaolo Pierleoni

Sono scaduti oggi i termini per presentare alla Soprintendenza regionale delle belle arti e del paesaggio osservazioni e memorie sull’ex Fim. Si tratta di un passaggio tecnico in vista della modifica del vincolo sulla Cattedrale e la Palazzina uffici, gli immobili posti sotto tutela dal 2001. In piena stagione estiva, la Soprintendenza ha reso noto di aver accolto la richiesta, presentata dalla proprietà dell’ex fabbrica di concimi, di aprire la procedura per rivedere il vincolo, passando da una tutela integrale ad una solo culturale.

Una modifica che in concreto darebbe la possibilità di abbattere ciò che resta dei vecchi edifici, ricostruendo strutture analoghe alle originali. Il vincolo che ad oggi insiste sulla Fim, invece, impone il mantenimento degli immobili e, stando a quanto indicato dai privati nella loro istanza, renderebbe pressoché impossibile completare le operazioni di bonifica, a causa del progressivo degrado subito negli anni dagli edifici, in particolare dalla Cattedrale.

L’Amministrazione comunale ha espresso anche formalmente alla Soprintendenza la propria piena condivisione alla richiesta di modifica del vincolo, nella convinzione che questa possa imprimere finalmente una svolta al completamento di una bonifica immobile da anni, fatta eccezione per i lavori su un tratto di arenile della scorsa primavera.

Sono state due, invece, le memorie inviate in Soprintendenza da parte di cittadini di Porto Sant’Elpidio, per formulare pareri ed osservazioni sulla procedura. Documenti che, ricostruendo la storia della storica fabbrica e l’interminabile iter relativo ai lavori che l’hanno interessata, propenderebbero per il mantenimento di un provvedimento di tutela integrale dei due immobili. Ora non rimane che attendere le valutazioni dell’ente regionale, che risponde al Ministero dei beni culturali, per sapere se sull’ex Fim arriverà il disco verde all’abbattimento, o resterà l’obbligo di mantenere in piedi le due strutture.

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