Un misterioso gruppo di estranei. Una posizione insolita, piena di segreti. Un struttura di flashback che rivela retroscena inaspettati per ogni personaggio principale. Questo film suono un po’ come la serie tv Lost, e probabilmente non è una coincidenza: Drew Goddard infatti, sceneggiatore e regista di questo film, scriveva per la serie tv. E si notano i tocchi di stile che rendono la serie, e il film, così belli e intriganti.

L’Hotel El Royale è al confine tra Nevada e California, un luogo antico e grandioso con storia e peculiarità: sono gli anni ’70 e un prete di nome Padre Flynn (Jeff Bridges), un venditore di nome Laramie (Jon Hamm), una cantante di nome Darlene (Cynthia Erivo) e una girovaga di nome Emily (Dakota Johnson) stanno facendo il check-in per la sera. E già il cast è tutta una promessa.

Dialoghi spiritosi e convenzionali e tanta esposizione rendono l’inizio quasi una rappresentazione teatrale. I personaggi parlano ed è divertente vedere come il film durante tutto il suo corso minacci e “confuti” quello che ognuno ha detto prima. Ogni capitolo si concentra su personaggi differenti e spiega come questi non siano chi dicono di essere.

E’ facile immaginare che non sarà una serata tranquilla. La storia parla di intrighi, omicidi, rapimenti, riscatti e molti crimini che non possono essere citati per non rovinare la trama. La metà del divertimento del film sta nel vedere come vengono fornite le informazioni in modi intriganti e a volte visivamente fuorvianti.

Il mix dei personaggi è astuto e ben pensato, come se ognuno fosse uscito da un film diverso e si ritrovasse a sbattere contro gli altri nel corso di una serata ed è magistrale come tutti vengano diretti lungo una linea comune che alla fine completa e arricchisce l’insieme.

7 Sconosciuti a El Royale è un film vivace e accattivante, e anche se può apparire lungo e melodrammatico, alla fine tutto si ricongiunge e lascia soddisfatto lo spettatore.

di Eraldo Di Stefano

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