Neil Armstrong è uno degli uomini più famosi della storia moderna, il primo essere umano a mettere piede in un pianeta diverso dal nostro. Era un uomo modesto, dalla grande forza di volontà e con uno straordinario coraggio. Queste qualità sono al centro del film “First Man“.

Ryan Gosling, che in precedenza aveva già lavorato con Damien Chazelle in “La La Land“, qui interpreta il famoso astronauta e si rivela una scelta eccellente. Durante tutto il film, si ha la percezione di un contatto intimo con l’attore, derivante dalla decisione del regista di filmare molte delle scene in stretto close-up. La faccia di Gosling riempie ripetutamente il grande schermo e noi veniamo lasciati a guardarlo profondamente negli occhi per cercare di indovinare cosa stia pensando e sentendo. Invece di un Armstrong imperscrutabile e stoico, ci viene mostrato un individuo capace di gestire al meglio le sue emozioni e che lavora duramente per nascondere lo sforzo che comporta farlo.

Non manca, tuttavia, tenerezza nella sua interpretazione, manifestata fin dalle prime scene del film in cui Armstrong tiene dolcemente in braccio la sua bambina accarezzandole i capelli senza parlare. La piccola soffre di un male incurabile e il dolore per la sua perdita tormenterà l’astronauta fin oltre i confini della Terra. Mentre si trova sulla superficie lunare il 20 luglio 1969, infatti, guardando nel vuoto dello spazio, l’astronauta è sbalordito ma con una vena malinconica; l’emozione che circonda quel momento storico è intrisa di un dolore latente. Questo è un uomo che ha compiuto molto, che ha raggiunto i suoi traguardi ma alla fine è il dolore la chiave della sua umanità. E questa malinconia si percepisce anche nella scena finale di “First Man” dove Armstrong e sua moglie Janet (Claire Foy), rimasti da soli dopo la missione, si guardano in silenzio e allungano lentamente le mani per toccarsi le dita.

Sulla base della biografia ufficiale di Armstrong scritta James R. Hansen di Armstrong (con l’approvazione dei figli di Armstrong) e con la sceneggiatura di Josh Singer, “First Man” rende omaggio all’eccellente eroismo del primo uomo che ha messo piede sulla luna, riuscendo a conferire una drammatica intensità ad una vicenda con uno dei finali più noti della storia umana.

 

di Giuseppe Di Stefano

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