
A prima vista, la trama del film Widows non poteva essere più distante dai lavori d’autore a cui ci ha abituato il regista Steve McQueen (Shame e 12 Anni Schiavo). Ma nelle sue mani, una premessa abbastanza tipica diventa qualcosa di completamente diverso: un film di genere, un melodramma emotivo e una satira politica, contemporaneamente.
Al centro del film c’è una stupefacente Viola Davis nei panni di Veronica Rawlings, moglie (recentemente sposata) del ladro professionista Harry (Liam Neeson). La sua è una performance straordinaria: al contempo forte, vulnerabile e coraggiosa. La rappresentazione del dolore profondo che riesce ad esprimere nel corso della pellicola è tremendamente efficace e ottimamente amplificata dall’audace direzione di McQueen. Non a caso lei è l’unica attrice di colore ad aver conseguito la Triple Crown of Acting (Tripla Corona della Recitazione), ovvero la vittoria di un Oscar, di un Emmy e di un Tony.
La sequenza di apertura incrocia vari tagli di una rapina notturna finita male, con Harry e i suoi colleghi che muoiono in una tempesta di proiettili e fuoco, e di Veronica che abbraccia teneramente suo marito tra le lenzuola. McQueen distribuisce costantemente flashback nel corso di tutto il film, utilizzando finestre di riflessione e spunti musicali per evocare i ricordi del lutto di Veronica.
Anche se al centro del film c’è la Davis, poco dopo ci vengono introdotte anche le sue co-protagoniste, Elizabeth Debicki e Michelle Rodriguez, mogli dei colleghi caduti di Harry, in un susseguirsi di tagli tra i momenti in cui le donne salutano i loro mariti prima della rapina, finita tragicamente, ed i loro successivi funerali. Il regista coglie inoltre queste scene come pretesto per aprire degli spiragli sul background delle donne e di come hanno vissuto il rapporto coi rispettivi partner.
Il quarto ed ultimo membro della “banda”, Belle (Cynthia Erivo), viene presentato solo più tardi ed in una manciata di scene. Fondamentalmente le donne hanno origini molto diverse, ma condivideranno un obiettivo comune, divenuto tale in circostanze tragiche, quando si uniranno per portare a termine un lavoro progettato dai loro mariti per ripagare il gangster Jamal Manning (Brian Tyree Henry), in passato rapinato da Harry e i suoi colleghi prima di sparire prematuramente.
Tutto questo materiale sarebbe più che sufficiente per un caper movie, ma McQueen decide di elevarlo inserendo l’elemento politico dal momento che Manning è anche in corsa per l’assessorato al distretto. Widows dà quindi un nuovo volto a questo genere di film, in un contesto moderno e con momenti culturalmente rilevanti, che culmina nella sequenza di rapina breve e elettrizzante per una conclusione entusiasmante.
di Giuseppe Di Stefano














