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Conversione degli accessori agricoli in abitazione, la maggioranza fa dietro front, opposizione furiosa: “Salvano i furbi e penalizzano i cittadini onesti”

FERMO - La minoranza: "Noi non avvalleremo questo cambio di rotta. Noi non parteciperemo a questo ennesimo atto contrario al bene comune. Stavolta ad essere assenti saremo noi e non assisteremo all’ennesimo plebiscito di una maggioranza inconsapevole di ciò che sta votando"
martedì 18 Dicembre 2018 - Ore 10:37
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“Oggi (martedì 18 dicembre) il Consiglio Comunale tornerà a votare la nota delibera legata alla conversione in abitazione degli accessori agricoli modificata nella sua parte più importante. La maggioranza ha cambiato idea ed ha deciso di cambiare la delibera salvando i furbi. La delibera infatti – spiegano i consiglieri di opposizione –  già passata in Consiglio nel 2016 ed approvata all’unanimità, prevedeva il divieto definitivo della possibilità di trasformare gli annessi agricoli in abitazioni se realizzati dopo l’approvazione del Piano Regolatore del 2006. Intento principale del documento era quello di salvare il paesaggio da nuovi scempi edilizi I sui crinali delle nostre stupende colline. Ed inoltre di salvaguardare le casse comunali dalle successive richieste di servizi da parte di chi, dopo aver costruito la propria abitazione in area agricola, avrebbe anche avuto il diritto di richiedere utenze e servizi da parte del Comune. Oggi si voterà per concedere, a chi tra il 2006 e il 2016 ha costruito un annesso agricolo pur non avendo nessun interesse di fare impresa agricola, la possibilità di cambiarne la destinazione d’uso e farsi una bella villa in campagna”. 

Inizia così la dura nota dei consiglieri di minoranza Marco Mochi, Mirko Temperini, Sonia Marrozzini, Massimo Rossi, Giulia Torresi e Pasquale Zacheo. Consiglieri che sono quanto mai determinati a contrastare questa volontà della maggioranza targata Calcinaro: ” Il risultato sarà che, il cittadino onesto, che ha comprato casa in zona residenziale e vorrebbe venderla, in una città dove nessuno riesce a vendere casa, può contare su di una amministrazione che decide di svalutare il valore degli immobili esistenti modificando i permessi nella zona di S. Michele terra dando la possibilità di edificare ulteriori abitazioni, e ora fa un passo nella direzione di tutelare chi, in maniera consapevole, ha già realizzato una casa in campagna, facendola passare per annesso agricolo, sicuro che poi un giorno avrebbe potuto cambiarne la destinazione d’uso. Cosa dobbiamo credere? Che la maggioranza nel 2016 non ha letto o non ha saputo leggere quanto ha votato? E quindi che sono stati incapaci? Oppure che cambiano atteggiamento al primo intervento di chi ha un interesse? E quindi che non è l’interesse collettivo che difendono ma quello di pochi? Diranno che l’ufficio legale del Comune ha ravvisato la possibilità di ricorsi. Ma, l’amministrazione comunale, al di la del parere legale, prendendo atto dell’eccessiva urbanizzazione delle campagne, avrebbe potuto adottare una nuova variante volta ad impedire definitivamente il cambio di destinazione degli accessori agricoli, “tagliando così la testa al toro”. Non ci sono pertanto attenuanti per questo comportamento, vantaggioso per pochi e molto dannoso per il bene comune. In realtà questa amministrazione che ha il dovere di controllare gli annessi agricoli costruiti, in realtà non è stata capace di vedere che tanti hanno già costruito delle case e certo non per permettere a trattori e zappe di godere della vista dei Sibillini”.

Opposizione che conclude: “La verità è che siamo di fronte all’ennesima mancanza di coraggio dell’amministrazione nelle questioni urbanistiche. Eppure la maggioranza compatta aveva deciso di fare un importante passo avanti nella difesa del territorio e aveva votato nel 2016 un documento che aveva il merito di restringere l’applicazione della legge regionale promuovendo un testo nuovo e coraggioso per evitare case e ville li, dove deve esserci verde e rispetto dell’ambiente. Noi non avvalleremo questo cambio di rotta. Noi non parteciperemo a questo ennesimo atto contrario al bene comune. Stavolta ad essere assenti saremo noi e non assisteremo all’ennesimo plebiscito di una maggioranza inconsapevole di ciò che sta votando. Ci auguriamo che il Natale porti ai consiglieri di maggioranza la dote dell’analisi delle delibere che votano perché il futuro di questa città, spente le luci delle feste, brilli di competenza e buona fede.

 


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