Sanità, Sinistra Italiana contro Ceriscioli: “Un nuovo Torrette bis nel pesarese e il sud delle Marche resta di serie B, cittadini considerati inferiori”

MARCHE - La rabbia di Sinistra Italiana: "Non inganna nessuno il fatto che due assessori delle province meridionali non fossero presenti al voto; di fatto si sono piegati ai nuovi padroni della regione, mostrando un sostanziale asservimento politico"

 

“La Giunta regionale delle Marche ha deciso, con una semplice delibera, la trasformazione dell’ospedale pesarese in una struttura sostanzialmente equivalente a quella di Torrette; due strutture di eccellenza, entrambe sulla costa, a meno di cento chilometri l’una dall’altra, con un ulteriore e consistente trasferimento di risorse (sottratte al resto della regione) verso il nord, verso il territorio di Ceriscioli, vero vincitore delle primarie del PD marchigiano”. Inizia così la dura nota di Sinistra Italiana sulla gestione della sanità regionale nelle Marche, dove ancora una volta, ad essere penalizzata, è tutta l’area centro sud della regione.

“Un indegno utilizzo politico delle risorse pubbliche  – spiega Sinistra Italiana  –  Una decisione strategica, presa in giunta con un colpo di mano, mentre si sta definendo il Piano sanitario, quello che dovrebbe essere il massimo strumento di programmazione democratica dei bisogni e delle strategie sanitarie regionali. Cosa resta da discutere, ai Sindaci, ai territori, alle organizzazioni sindacali e di categoria, dopo quella delibera e mentre si assiste, di fatto, alla privatizzazione continua di pezzi della sanità marchigiana; mentre sorgono mastodontiche strutture sanitarie private (che è difficile pensare non abbiano garanzie di convenzione)? Il Piano sanitario viene realizzato, parallelamente, in stanze chiuse, mentre ai territori si fa discutere un bidone vuoto. E non inganna nessuno il fatto che due assessori delle province meridionali non fossero presenti al voto; di fatto si sono piegati ai nuovi padroni della regione, mostrando un sostanziale asservimento politico. Come non inganna nessuno lo sbandierato ospedale nuovo di Fermo, ancor più dopo quella delibera regionale; perché un ospedale non è fatto di mura, ma di risorse umane e finanziarie, di servizi di qualità. Il sud della regione (ancor più del passato) è ridotto ad una sanità di serie B. E cittadini inferiori vengono considerati, dal governo regionale, quelli delle province del sud; mentre il governo di una regione dovrebbe, come propria funzione fondamentale garantire i diritti di tutti gli abitanti, nord e sud, montagna e costa; difendendo e potenziando, in ogni territorio, la sanità pubblica. Ceriscioli fa esattamente il contrario. E’ davvero uno dei punti più bassi toccati dalla politica marchigiana, dall’entrata in vigore delle Regioni. Crediamo che i Sindaci, i cittadini e le organizzazioni sociali debbano mettere in campo una battaglia seria contro questa autentica violazione dell’universalità del diritto alla salute dei marchigiani”.


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