
“Non mi stupisce che il Presidente Ceriscioli abbia trovato il tempo di fare polemiche sul nulla come quelle sulla gestione della macerie, contro il Governo e il M5S”. Così Patrizia Terzoni, vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera, risponde alle affermazioni di Ceriscioli sulla gestione delle macerie delle aree terremotate.
“È evidentemente troppo abituato a non fare nulla di concreto per le aree colpite dal Sisma 2016 oppure, peggio, a compiere atti alla lunga sfavorevoli per accorgersi che la norma sulle macerie era lì già nel passaggio al Senato della Manovra. Non vi è stato nessun recupero all’ultimo minuto e nessun errore di riferimento normativo da parte mia in quanto la scadenza da lui paventata era stata appunto prorogata al 31/12/2019”.
“Davanti al dramma di una ricostruzione al palo per evidenti demeriti del precedente Governo del Pd e di quello regionale guidato da Ceriscioli, davanti ai numerosi atti concreti che il Governo del M5S sta continuamente mettendo in campo per recuperare ritardi mostruosi – aggiunge la Terzoni – il presidente della Regione è proprio l’ultimo a poter parlare. Anzi, di smentita in smentita, gli consiglio di tacere per evitare nuove brutte figure. Data la delicatezza della situazione di tanti cittadini farebbe meglio a seguire l’esempio del Governo che lavora concretamente e spesso in silenzio per risolvere i problemi lasciati dai predecessori. Dovrebbe prendere esempio dai molti sindaci, comitati, associazioni del territorio, che invece si tengono in costante contatto con noi con pieno spirito di collaborazione per uscire dal pantano in cui ci ha messo il suo partito”.
Anche la Lega striglia il governatore. “Sarebbe ora che Regione la finisse una buona volta di fare terrorismo mediatico. Le colpe dei nodi che vengono al pettine non sono del Governo che, invece, ha dato le risposte attese e possibili dopo due anni di nulla. Se Ceriscioli vuole lamentarsi lo faccia con il suo Pd. Vogliamo parlare delle casette marce, delle inchieste sull’invenduto Erap, delle norme contraddittorie con cui ha farcito l’iter della ricostruzione o del fatto che i primi interventi siano stati per città fuori cratere?”.
Paolo Arrigoni, senatore della Lega e responsabile del partito di Matteo Salvini nelle Marche, respinge ai mittenti la nuova ondata di accuse da parte di Ceriscioli.
“Deve essere identificativo degli esponenti Pd leggere delle leggi solo la parte a cui appigliarsi salvo poi correggere il tiro – continua Arrigoni –. A Ceriscioli come ai parlamentari marchigiani Verducci, Morgoni e Morani fa comodo dimenticare che la proroga che riguarda la gestione delle macerie c’era sin dal passaggio della legge al Senato così come fa comodo ignorare le tante misure per il sisma centro Italia inserite proprio in quel contesto. Se Ceriscioli pensa che la norma sulle macerie sia confusa se la prenda con chi l’ha scritta in origine, cioè i governi del suo Pd”.
Arrigoni sottolinea anche come siano stati stanziati altri 360 milioni di euro e prorogato lo stato di emergenza perché sono state riviste di oltre il 50% le stime su tempi e costi della rimozione.
“Sarà per questo che Ceriscioli lancia il sasso salvo dover poi nascondere la mano ammettendo che la legge di bilancio è tutt’altro che lacunosa – conclude il senatore leghista -. L’intero Ceriscioli team dovrebbe avere il buon gusto di stare zitto una buona volta e cominciare a fare il suo dovere: avessero fatto per il terremoto quello che ha fatto questo Governo non saremmo a questo punto morto con la ricostruzione”.
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