
Non si placa la battaglia sulla tassa di soggiorno a Porto Sant’Elpidio, anche se per l’amministrazione Franchellucci, ormai, il dado è tratto. Dopo le prese di posizione delle forze di maggioranza dei giorni scorsi, la coalizione si è ritrovata per confermare l’orientamento di introdurre l’imposta. Una quota che si fermerà a 50 centesimi di euro al giorno per ogni visitatore, durerà a luglio ed agosto, non si applicherà per gli under 14 e durerà per un massimo di 14 giorni. I vacanzieri stagionali che permangono per tutta l’estate nei villaggi vacanze della città, quindi, pagheranno per due settimane e non per l’intero periodo. Martedì pomeriggio sarà questa la proposta che il sindaco Nazareno Franchellucci e la giunta presenteranno in un incontro fissato con gli operatori. Entrate per le casse comunali da investire in trasporto pubblico, con bus navetta grautiti per facilitare i collegamenti, un infopoint aperto tutti i giorni, materiale promozionale della città ed eventualmente altri servizi da concordare.
Le strutture recettive, però, ribadiscono la totale contrarietà e rimangono sul piede di guerra, tanto da far sapere di non contare su di loro per i campionati di triathlon di giugno, evento per il quale avevano assicurato sia un contributo diretto che tariffe molto convenienti agli atleti per il soggiorno. “L’anno scorso, per evitare la tassa di soggiorno, ci siamo autotassati – ricorda il direttore dell’Holiday family village Daniele Gatti – lo abbiamo fatto perchè non siamo ancora una destinazione turistica, dobbiamo ancora creare un appeal e servizi visibili che giustifichino una tassa di scopo. L’introduzione era tardiva, quando ormai avevamo inviato migliaia di offerte per la stagione. A questo si aggiungevano obblighi burocratici per la gestione dell’imposta, che richiedono un’attenta gestione per evitare sanzioni dovute al mancato o errato versamento. Non c’era inoltre alcun progetto di sostanza sulla destinazione dei fondi, ma solo il potenziamento di servizi base per qualsiasi località a vocazione turistica”. Ora, ricorda Gatti, “tutto il comparto turistico dice no alla tassa per gli stessi motivi. La discussione era stata fissata per settembre scorso, massimo novembre, date utili ad una corretta comunicazione alla clientela. Questo farà optare per una autotassazione moltre strutture, che si accolleranno la tassa non facendola pagare agli ospiti. Insomma la tassa si mette senza se e senza ma, ignorando la contrarietà degli operatori. Poi ci chiamano a partecipare con prezzi ridotti all’osso e un contributo che da solo, per due strutture della città, arriva a 10mila euro, per eventi di destagionalizzazione?”
P.Pier.














