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“Il Corriere – The Mule”: insolito racconto criminale con Clint Eastwood attore e regista

Per gli appassionati di cinema la recensione di Eraldo Di Stefano
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Diretto e interpretato da Clint Eastwood, con la sceneggiatura di Nick Schenk, arriva al cinema il film basato su Leo Sharp, la storia vera di un veterano di guerra che negli anni ottanta iniziò a lavorare per il cartello di Sinaloa come spacciatore e corriere di droga. La storia è stata raccontata nell’articolo The Sinaloa Cartel’s 90-Years-Old Drug Mule scritto sul New York Times da Sam Dolnick.

Nel film l’alter ego del personaggio reale si chiama Earl Stone (Clint Eastwood), anziano orticoltore solo e senza denaro, che ama i drink forti e i sandwich con il maiale tritato. Costretto a far fronte alla chiusura della sua attività, viene a sapere di una lavoro in cui tutto ciò che deve fare è raccogliere una borsa e guidare fino ad un luogo designato a centinaia di chilometri di distanza, scomparire per un’oretta e poi tornare al suo camion con una bella busta di contanti nel vano portaoggetti. Earl non ha ancora realizzato e impiega un po’ di tempo a capire che in realtà sta trasportando enormi quantità di droga per un cartello messicano. Appresa la verità, Earl continua comunque a fare il corriere, talvolta utilizzando anche parte dei suoi guadagni per buone cause. Intanto a Chicago la DEA inizia, tramite i suoi agenti sotto copertura (Bradley Cooper e Michael Pena), lentamente ad avvicinarsi al misterioso corriere.

“The Mule” non è un film sottile, non si dimentica di ricordare agli spettatori che Earl sta lavorando per degli spacciatori ma, come nel recente film di Robert Redford The Old Man and the Gun, il modo è leggero e non piomba sullo spettatore. In un paio di scene il regista non resiste nel far incrociare inconsciamente l’agente della DEA Bradley Cooper con Earl, senza che si rendesse conto che è proprio lui il corriere che stanno cercando.

Un cast stellare e grandi interpretazioni hanno come risultato questa pellicola che sulla carta promette bene e al cinema è ancora meglio. Il pepe in più è nel fatto che il racconto è basato su fatti realmente accaduti e questo rende la visione ancora più intensa.

di Eraldo Di Stefano


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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