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Nicolàs Monserrat ci crede:
«Il primato del Porto Sant’Elpidio?
Non ho nessun dubbio…»

ECCELLENZA - Il difensore argentino classe 1992 si racconta in un'intervista a 360 gradi: dalle parole di stima per la società della presidente Pilotti al rapporto con mister Mengo, passando per le soddisfazioni personali, fino ad arrivare alla lotta per la promozione in Serie D
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Nicolàs Monserrat, 26 anni, difensore del Porto Sant’Elpidio

 

di Leonardo Nevischi

PORTO SANT’ELPIDIO – Arriverà quel giorno, e non ci saranno motivi per stupirsi. Di questo passo, prima o poi, il cellulare di Nicolàs Monserrat squillerà e in quella telefonata ci sarà la pro­posta del Comune di Porto Sant’Elpidio di concedere a questo ragazzo argentino la cittadinanza onoraria. Nell’attesa, le chiavi della difesa elpidiense Eddy Mengo gliele ha già affidate, o forse sarebbe più corretto dire che lui se l’è prese. Perché il difensore 26enne originario di Rosario non è solo uno dei pila­stri insostituibili del muro biancazzurro, bensì i compagni hanno scoperto in lui le qualità di un delizioso uomo spogliatoio, e stanno imparando a conoscere anche un ragazzo al quale piace parlare da leader.

Monserrat nel giro di un anno ha compiuto il doppio salto di categoria, dalla Prima all’Eccellenza. Come si sta trovando a Porto Sant’Elpidio?

«Sono venuto in Italia per crescere e voglio dare il meglio di me ogni giorno per arrivare più in alto possibile. Come dico sempre, diventa tutto più facile quando trovi le persone giuste. Il gruppo è meraviglioso, lo staff è professionale, sempre a disposizione e aperto a migliorare su ogni fronte. La società è sempre presente e non ci fa mancare nulla. Noi dobbiamo esclusivamente pensare a lavorare per arrivare nella miglior condizione possibile alla domenica. Posso dire senza dubbio che per me il Porto Sant’Elpidio è una grande famiglia».

Come si rapporta con la squadra e con il mister?

«Siamo una squadra giovane, con tanta fame e sono convinto che questo è un po’ il nostro “segreto”. Abbiamo il giusto equilibrio tra gioventù ed esperienza. Il mister è stato un grande giocatore e con questo presupposto è molto facile rapportarsi con lui all’interno dello spogliatoio. Lui sa come portare avanti un gruppo ed ha sempre le parole giuste per ognuno di noi. Tuttavia voglio sottolineare il grande lavoro di tutto lo staff: grandi professionisti che tutti insieme svolgono un lavoro molto importante».

Il Porto Sant’Elpidio possiede la miglior difesa del campionato con 12 reti subite (in casa solo 3). Qual è il segreto di una difesa solida come la vostra?

«È semplice. Il segreto è solo uno: sacrificarsi in undici. I nostri primi difensori sono gli attaccanti».

Lei e Nicolosi siete il perno difensivo del Porto Sant’Elpidio e non a caso fino alla partita giocata contro il Porto d’Ascoli eravate gli unici due giocatori sempre presenti. Tuttavia Nicolosi è mancato per squalifica nell’ultima giornata a Fano e adesso è rimasto solo lei ad aver disputato tutte le partite.
Come ci si sente ad essere considerato un pezzo insostituibile?

«Non mi sento insostituibile, però è altrettanto vero che non mi piace dare in prestito la mia maglia (sorride, ndr). Credo che quanto ho fatto fin qui è stato possibile grazie al lavoro portato avanti sin dal primo giorno dai miei compagni. Vorrei ringraziare il mister Mengo per tale fiducia e sono contento perché, già in Argentina così come in Italia prima di arrivare a Porto Sant’Elpidio, la reputazione dei tecnici nei mie confronti non è mai cambiata».

Monserrat ai tempi della Civitanovese

Oltre al grandissimo lavoro difensivo, si è dimostrato ancora una volta un difensore con il vizio del gol. Lo scorso anno a Civitanova ha realizzato 12 reti (9 in campionato, 2 in Coppa Marche e 1 nella semifinale per il titolo regionale contro la Palmense). Quest’anno, sebbene gioca in una categoria due volte superiore come l’Eccellenza, è già a quota 6 reti (1 in Coppa Italia contro il Tolentino e 5 in campionato, di cui ben 3 segnate nelle ultime 5 partite). Praticamente ha realizzato lo stesso numero di gol di Ruzzier e Adami, che di ruolo fanno gli attaccanti. Cosa ne pensa? Ha una dedica particolare quando segna?

«Io dico sempre che l’aspetto più bello del calcio è fare gol e sono convinto che sotto questo punto di vista posso dare una mano alla squadra. Il mio ruolo principale è quello di difendere la porta ma se posso dare il mio contributo per vincere le partite, ben venga. In campo la prima cosa che faccio è festeggiare con miei compagni, però mi viene sempre in mente la mia famiglia, saluto la mia fidanzata che è sempre in tribuna e, soprattutto, penso ai miei nonni che non ci sono più, i quali sono sicuro saranno felicissimi di vedermi in campo».

Domenica è arrivato un pareggio per il Porto Sant’Elpidio ed ora il Tolentino è a +3. Secondo lei è ancora possibile puntare al primo posto?

«Io non ho nessun dubbio. Dipende tutto da noi e la fame del gruppo lo dimostra ogni giorno in allenamento. Daremo il massimo di noi stessi per arrivare il più lontano possibile».

L’obiettivo di inizio anno era la salvezza. Ora che è stata raggiunta, qual è l’obiettivo che vi siete prefissati per il finale di stagione?

«Il nostro obiettivo è chiaro: vogliamo crescere il più possibile come gruppo e dare una mano ai giovani a maturare. Oltre a questo, nello spogliatoio coltiviamo un sogno e ad ogni partita questo diventa più reale. Siamo noi, i più grandi, a prenderci la responsabilità e lasciamo che i giovani possano godersi questo bellissimo campionato».

Nicolàs Monserrat in Porto Sant’Elpidio – Tolentino

Nicolàs Monserrat mentre vince il duello con Massimiliano Gabaldi nel derby fermano tra Porto Sant’Elpidio e Servigliano Lorese


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