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I sindaci dem per un’Europa più forte
Franchellucci e Mancinelli all’unisono:
“Il buon governo premia”

PORTO SANT'ELPIDIO – Chiusura della campagna elettorale con il primo cittadino elpidiense affiancato dalla collega anconetana. Presenti la segretaria cittadina Canzonetta e l'ex deputato Petrini
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di Andrea Braconi

Una riconferma non scontata quella del 2018 per Nazareno Franchellucci e Valeria Mancinelli, primi cittadini di Porto Sant’Elpidio e Ancona. La sconfitta del Partito Democratico alle Politiche del marzo precedente, infatti, lasciavano presagi nefasti che, invece, non si sono verificati in queste due città, andando in controtendenza rispetto ad altre realtà italiane.

Risultati che il circolo Pd elpidiense, guidato da Patrizia Canzonetta, ha voluto analizzare in chiusura della campagna elettorale per le Europee. Una scelta singolare, ma legata ad una considerazione imprescindibile: l’Europa è qui, l’Europa siamo noi, l’Europa è anche un Comune come Porto Sant’Elpidio o un capoluogo di regione come Ancona.

Nella sua appassionata introduzione, con parole di grande stima per la Mancinelli, la Canzonetta ha salutato i presenti tra cui il vice sindaco Stacchietti, gli assessori Amurri, Ferracuti e Romitelli, il consigliere regionale Giacinti, gli ex deputati Petrini e Lodolini, oltre all’ex sindaco di Pedaso Toce.

I PERCHÈ DELLE RICONFERME

Il sindaco Franchellucci ha ricordato la battaglie portate avanti insieme alla Mancinelli all’interno dell’Anci, rimarcando come lo spirito di determinazione e la tenacia siano elementi che devono contraddistinguere gli amministratori. “Questo ha fatto la differenza a Porto Sant’Elpidio in un momento molto difficile e per tale motivo vogliamo lanciare un grande in bocca al lupo ai nostri candidati sindaco. E a proposito di brave donne sindaco, la Canigola a Monte Urano è una di quelle che più di tutte rappresenta questa categoria. Ritornando allo scorso anno, vado in controtendenza e dico che se si sia vinto lo si sia fatto perché nella nostra città si sia sempre riusciti a mantenere l’unità all’interno del nostro circolo del Partito Democratico, cosa che spesso in altri luoghi non è avvenuta. Questa compattezza da una parte scoraggia gli avversari ma, soprattutto, permette una grande aggregazione, di carattere civico che deve necessariamente trovare un punto di riferimento autorevole e che non si avviti su lotte intestine”.

Il primo cittadino ha ricordato alcuni passaggi dell’ultima tornata elettorale. “Qui abbiamo visto una trasversalità di candidature di centrodestra che si sono vestite da civici ma che così civici non erano. Con orgoglio, invece, dico che la nostra coalizione ha rappresentato il punto di riferimento di quella sinistra che voleva avere un suo candidato e non voleva lasciare la città in mano a queste forze di centrodestra. E non dimentichiamo che al ballottaggio c’era un uno contro tutti, addirittura con un apparentamento dall’altra parte. Ecco, ritengo che il buon governo passi per questa unità”.

Ma serve anche un lavoro assiduo. “La nostra è una realtà ancora cittadina, tutti vogliono avere il numero del sindaco, c’è un continuo e costante contatto. La differenza la fa non trascurare questi piccoli dettagli. E aggiungo anche l’aspetto sociale, quell’attenzione a temi come disabilità, povertà e disoccupazione che non emergono nelle assemblee ma che noi consideriamo priorità. Magari non c’è un ritorno immediato da un punto di vista elettorale, ma c’è l’immagine di una città che resta vicina a tutti”.

Fondamentali, per la Mancinelli, sono i risultati concreti e tangibili ottenuti, con le trasformazioni che assumono un peso positivo. “Per noi ha contato il giudizio su ciò che questa compagine di Governo cittadino era stata capace di fare. Non è banale, se pensiamo che alla politica in generale l’accusa principale che veniva fatta era quella di aver condotto la città in una palude e di essere molto più preoccupati dei destini personali che della città. Perché questi erano i 6 anni da cui venivamo in Ancona. Quindi, non solo le cose fatte, ma l’insieme delle cose fatte come segno di una compagine amministrativa che si occupava della città e non di se stessa. Perché la gente deve avere qualche segno credibile per avere fiducia e questo c’è stato”.

Nel 2013 la vittoria alle Primarie per la Mancinelli era arrivata dopo uno scontro forte. “I primi due anni sono stati i più difficili, con un fuoco amico continuo. Poi, fatto il congresso con la vittoria della componente che sosteneva la discontinuità e in coerenza con l’indirizzo dell’amministrazione, ci siamo presentati come forza di governo seria e responsabile. La nostra è stata una battaglia di rinnovamento”.

COME CONVINCERE I CITTADINI

Con un elettorato fluttuante come quello manifestatosi negli ultimi anni, come si convincono i cittadini rispetto al proprio operato? Una domanda alla quale Mancinelli replica con una considerazione: “Considero sano per il funzionamento della democrazia che sia venuto meno quello che chiamavamo il voto di appartenenza”. Perché per lei la prima condizione “non sufficiente ma necessaria” è provare ad amministrare bene ed essere misurata sui risultati. “Se ci mandano a casa quando amministriamo male sono addolorata ma non preoccupata, perché significa che il meccanismo democratico funziona”.

Ma come si riesce a spendere i risultati concreti ottenuti? “Intanto serve un po’ di fortuna, ma serve anche un’attenzione nello scegliere quando fare e cosa fare. La comunicazione che fai che non è solo il mezzo, ma anche quello che sei e come sei, come ti comporti nelle assemblee e nel quotidiano”.

Rispetto ad Ancona, da un punto di vista amministrativo Porto Sant’Elpidio ha vissuto una situazione diversa nel suo recente passato. Un Franchellucci che era diventato sindaco nel segno della continuità con i suoi predecessori Andrenacci e Petrini. “Qui c’è un concetto basilare:

pago vedo voto. E la bravura di un amministratore deve essere quella di carattere programmatorio, con la gente che ti dà fiducia su questo. Poi serve una capacità che si acquisisce negli anni e che ci fa dire che non ci si può improvvisare. Questi tempi tecnici per psono fondamentali, vanno conosciuti e molto bene. È necessario anche saper dire di no”.

EUROPA VICINA O LONTANA?

Sul terremoto Franchellucci ha voluto ricordare la solitudine dei sindaci del cratere, nonostante la svolta promessa dal Governo in carica. E a supporto dell’importanza dell’Europa è intervenuto l’ex deputato Paolo Petrini. “L’Europa ci è stata vicina perché ci ha dato dei soldi, con 360 milioni in più di fondi europei sui vari assi per ricostruire e rilanciare attività. Questo è stato fatto senza problemi di relazioni e con fondi specifici. Ma l’Europa non ci è vicina solo nei momenti di drammatica emergenza, anzi, ci accompagna nella direzione da intraprendere verso uno sviluppo più sostenibile e nella competitività”.

Petrini ha ricordato anche Industria 4.0, “uno dei bandi di maggiore successo negli ultimi decenni” con indicazioni già presenti in vari trattati comunitari, così come ha sottolineato l’inesistente crescita del nostro Paese rispetto ad altri. “La Spagna fa il 2,7, noi facciamo 0,3. Ci vorrà tempo prima che i cittadini maturino una piena consapevolezza. Il 4 marzo 2018 il Pd non è stato giudicato sufficientemente bravo per amministrare, nonostante una ripresa dell’economia. Ma qui oggi rischiamo di avere una caduta verticale e molto più veloce”.

Quanto al voto di domenica, Petrini si è chiesto: L’Italia può affrontare da sola un cambiamento e il confronto con giganti come Google, così come l’immigrazione?”. Lapidaria la sua considerazione: “Per difenderci meglio ci vuole l’Europa” ha concluso.

“Se questo voto ha un significato – ha evidenziato Franchellucci – è che l’Europa di domani non sia quella di chi scarica sul diverso le proprie responsabilità. Non vogliamo consegnare un’Europa contraria a quella che conosciamo, capace da sempre di interpretare le esigenze dei più giovani, del lavoro e di altri temi. Se l’Europa ha sbagliato è forse il fatto di aver tenuto conto di determinate caratteristiche nazionali. Noi amministratori sappiamo benissimo quello che vuol dire oggi intercettare certi fondi e portare avanti progettualità che, altrimenti non potremmo, sviluppare. Anche per questo non vogliamo mostruosi ritorni al passato, ma solo un’Europa ancora più forte, capace di dialogare con gli enti locali. Sono solo alcuni dei motivi per votare domenica e sostenere il nostro partito”.

A chiudere la Mancinelli, che ha ricordato segnali tangibili della presenza dell’Europa nei confronti del suo Comune. “In Europa e nelle sue istituzioni bisogna mandarci governanti che intanto ci vadano, che sappiano di cosa parlino e che sappiano portare a casa risultati. C’è anche un tema per cui l’Europa, intesa come Paesi che la compongono, deve riuscire a fare passi in avanti dando risposte più convincenti ad esempio sulle politiche migratorie. E non mi riferisco solo all’aspetto emergenziale, dove la risposta non è stata univoca e convincente, ma anche alla domanda di fondo è come prevenire l’eccesso di flusso migratorio e come regolarlo. Un tema non razzista, al contrario di altri, al quale l’Europa deve dare una risposta per non far prevalere forze come quelle di Salvini”.


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