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LA RECENSIONE
“Annabelle 3” uno dei migliori film del franchise “The Conjuring”

RECENSIONE - Mentre i precedenti film di Annabelle sono inciampati su complicati complotti ed entità demoniache con motivazioni spesso poco chiare, fatta eccezione per la loro ricerca senza fine di mietere anime umane, Annabelle 3 è semplice
lunedì 8 Luglio 2019 - Ore 11:04
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Annabelle 3 parte dal classico prototipo di film horror di “teenage baby-sitting” e alza la posta in gioco ambientandolo nella casa di Ed (Patrick Wilson) e Lorraine Warrens (Vera Farmiga), piena di oggetti infestati che rappresentano però degli elementi divertenti, rinfrescanti e persino toccanti all’interno del franchise di The Conjuring. I colpi di paura sono ben fatti e spesso abbinati a delle leggerezze che spezzano la tensione, rendendo questo film un horror estivo non troppo serio per chiunque abbia voglia di ridere un po’ e fare qualche salto sulla poltrona.

Il film riprende poco dopo la conclusione di The Conjuring, ma la maggior parte degli eventi narrati sono ambientati prima di The Conjuring 2. Lorraine, la chiaroveggente di questa coppia di cacciatori di fantasmi, capisce che Annabelle è un faro di riferimento per gli altri spiriti. Per questo motivo, i due la sigillano all’interno di una stanza blindata, in una teca di vetro consacrata con su un cartello che avverte di non aprirla. Ovviamente, questo avvertimento non verrà ascoltato.

Infatti, accade i Warrens vadano fuori città per una notte lasciando la loro figlia di 10 anni Judy (McKenna Grace) nelle mani della babysitter, Mary Ellen (Madison Iseman). Si tratta di una ragazza affidabile, a differenza della sua migliore amica Daniella (Katie Sarife), che arriva durante la serata e sembra molto curiosa di sapere cosa ci sia in quella stanza. Perciò, dopo una serie di eventi per lo più prevedibili, assistiamo alla rinascita di Annabelle e a tutto ciò che ne consegue.

Mentre i precedenti film di Annabelle sono inciampati su complicati complotti ed entità demoniache con motivazioni spesso poco chiare, fatta eccezione per la loro ricerca senza fine di mietere anime umane, Annabelle 3 è semplice. La casa è infestata perché è piena di materiale spettrale, messo intenzionalmente lì da persone che indagano sui fantasmi. Mentre l’intera trama si basa su una persona che fa qualcosa di fondamentalmente stupido, il film spiega le sue motivazioni.

Il franchise ha sempre sofferto l’incapacità di superare il primissimo film della serie, The Conjuring (2013). È stato un film acclamato dalla critica e davvero raccapricciante, quel genere di cose difficili da replicare, motivo per cui ritengo corretta la scelta di fare qualcosa di diverso in Annabelle 3, che è spettrale in tutti i modi che i fan della serie si aspettano, ma risulta più leggero, più semplice e più divertente. Se dovesse essere l’ultimo film della serie incentrato su Annabelle, sarebbe un perfetto capitolo finale.


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