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LA RECENSIONE
Good Boys: una spassosa commedia sull’amore e l’amicizia ai tempi dell’adolescenza

RECENSIONE - La pellicola rimane sempre all'interno di una visione del mondo nell’ottica dei bambini (anche le telecamere rimangono al loro livello visivo) e la loro comprensione limitata di ciò che li circonda si rivela un’ispirata chiave di lettura degli eventi che vedremo accadere.
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di Giuseppe Di Stefano

C’è qualcosa di intrinsecamente divertente nei bambini che utilizzano un linguaggio adulto. Forse è perché molti di noi ricordano i rimproveri ricevuti da genitori e insegnanti sull’uso di parole “proibite” o quel momento in cui per la prima volta abbiamo sentito una parolaccia e non sapevamo cosa significasse. Insomma, giovani personaggi che usano un linguaggio inappropriato per la loro età è qualcosa che non sembra mai invecchiare.

Nel film di debutto a regista di Gene Stupnitsky, Good Boys, tre ragazzi delle scuole medie entrano in un vortice di disavventure quando Max (Jacob Tremblay), il leader del trio composto anche da Lucas (Keith L. Williams) e Thor (Brady Noon), riceve il suo primo invito a una festa che lo vedrà impegnato a baciare delle ragazze. Non sapendo come si fa, i tre si imbarcano in una serie di tentativi di ricerca quali siti porno, bambole gonfiabili e, infine, tentano di spiare un paio di adolescenti della porta accanto (Midori Frances e Molly Gordon) nella speranza che una di loro possa sbaciucchiare il proprio fidanzato. Le ragazze si accorgono di essere spiate ed è da qui che inizia il vero show, perché saranno proprio le differenze di età tra i due gruppi ad elevare il tasso di divertimento del film.

La sceneggiatura di Stupnitsky e del suo compagno di scrittura Lee Eisenberg affronta in modo intelligente il modo di parlare e un certo numero di battute del film si basano sull’incoscienza dei bambini riguardo a molte parole e a molte situazioni da adulti. C’è tanto da fraintendere o non sapere per i ragazzi, tuttavia, una volta che la sorpresa iniziale si è esaurita, le battute iniziano ad avere dei rendimenti decrescenti in termini di divertimento.

La pellicola rimane sempre all’interno di una visione del mondo nell’ottica dei bambini (anche le telecamere rimangono al loro livello visivo) e la loro comprensione limitata di ciò che li circonda si rivela un’ispirata chiave di lettura degli eventi che vedremo accadere. Good Boys è un film accattivante che prende in giro gli spinosi anni della pubertà e, alla fine, si rivela anche una commedia piuttosto matura sull’amicizia.


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