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Parco marino, dossier congelato
ma non archiviato
Riparte l’iter per il sud delle Marche?

PARCO - L'area marina protetta "Costa del Piceno", a distanza di dieci anni, è ancora inserita nell'elenco dei parchi di prossima istituzione sebbene il suo iter sia stato congelato. Ora il dossier potrebbe essere ripreso in mano alla luce delle linee giuda incluse nel piano per il Recovery fund.
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di Sandro Renzi

La pratica è ancora ferma lì, al Ministero dell’Ambiente. Chiusa da dieci anni in un cassetto, ma non per questo cancellata o stralciata dagli zelanti dirigenti capitolini. Anzi, dando uno sguardo al sito istituzionale, ci si accorge che l’iniziativa promossa dalle province di Ascoli e Teramo nel ’98 e supportata da 12 Comuni, tra cui Fermo e Porto San Giorgio in una prima fase, resta saldamente ancora al primo posto nonostante siano trascorsi oltre quattro lustri. Nella sezione che raccoglie l’elenco delle aree marine di prossima istituzione compare ancora infatti quella della “Costa del Piceno”, più volte revisionata e rimodulata negli anni, ma che tanta paura deve aver fatto alla classe politica e dirigente locale se poi, come è di fatto accaduto, molti amministratori hanno cambiato idea, strada facendo, sull’opportunità di istituirla. Pressati pure, va detto, dalle categorie produttive, in primis le marinerie, che hanno sempre lamentato il restringimento delle aree di pesca. Ma anche dai balneari e dagli albergatori che paventavano la presenza di ulteriori gravami sulle loro strutture. E così la questione del parco ha finito per sparire dai radar della politica. Non se n’è più discusso neanche dopo l’istituzione della provincia di Fermo, non è più apparso nei programmi amministrativi dei candidati sindaco della costa. Anche per la Regione Marche è finita nel dimenticatoio.

L’iter è stato avviato e poi stoppato. Eppure ora più che mai sarebbe il caso di riprendere in mano il dossier dal momento che i temi legati all’ambiente dovrebbero essere, anzi sono, quelli che in questa fase, per usare una espressione cara ai giovani, “tirano di più” in un’ottica turistica ed economica. Convenienza politica, miopia, crisi del tessuto produttivo, timori, necessità di approfondimenti, quale sia stata la reale motivazione che può aver spinto ad esempio Fermo e Porto San Giorgio a tornare sui loro passi ed ad esprimere un parere negativo o quello di Porto Sant’Elpidio ad avanzare riserve o quello di Alba Adriatica a non esprimersi per nulla, dopo tanti anni e condizioni assai mutate rispetto al passato, la possibilità di riaprire un tavolo sul parco e riaffrontare con l’ausilio del Ministero l’iter sembra potersi nuovamente fare strada.

Nella sua proposta originaria, l’area marina protetta si doveva estendere su 281,22 kmq, per una lunghezza di  55 km ed una superficie marina di 307 kmq fino a 3 km di distanza dalla costa. A cavallo di due province, che ora sarebbero tre, Fermo, Ascoli e Teramo, con dodici Comuni interessati. Tra i vantaggi promessi dalla istituzione del parco ci sono la valorizzazione turistica, la stabilità ecologica, il sostegno del settore pesca, nuove opportunità occupazionali, sviluppo della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica. Tanto da spingere la provincia di Ascoli a definirla all’epoca una “grande priorità nazionale”. Nel frattempo di acqua sotto ai ponti ne è passata. Tra riunioni, comitati tecnici, tavoli di concertazioni, revisioni, studi, ma anche proteste e divisioni partitiche, l’iter ha finito per stopparsi. Sono trascorsi intanto circa dieci anni. Ovvero da quando “il momento congiunturale non particolarmente positivo per il territorio” come si può leggere in una delibera approvata dalla giunta provinciale ascolana nel giugno del 2010 “fa ritenere opportuno la riapertura di un confronto con le comunità ed il suo territorio al fine rivalutare attentamente i contenuti e gli effetti che potrebbe produrre nei settori economici interessati”. La richiesta di sospensione fu subito accolta da Roma e da allora non si è saputo più nulla dell’area marina nelle Marche del sud. Mentre un destino analogo in questi giorni potrebbe essere riservato al parco marino del Conero. E’ notizia di qualche settimana fa la richiesta rivolta dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ai comuni di Ancona, Sirolo e Numana perché esprimano un parere relativamente all’istituzione del parco. Segno che l’iter tuttavia è ripreso. E la stessa cosa potrebbe riguardare anche il progetto per il parco del Piceno.

 


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