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Tregua fiscale, Cna: “Una imprescindibile necessità, basta con i balzelli da pagare”

CNA - “Senza una tregua fiscale, sarà ancora più dura per le imprese che cercheranno di resistere al perdurare della crisi pandemica”
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“Senza una tregua fiscale, sarà ancora più dura per le imprese che cercheranno di resistere al perdurare della crisi pandemica” – è un preoccupato Paolo Silenzi, Presidente della Cna territoriale di Fermo, a dare voce ad una richiesta pressante che viene dal mondo dell’impresa.

“Siamo impegnati a tutti i livelli per sollecitare il Governo o quel che resta verrebbe da dire e la politica a prorogare la sospensione dei termini di pagamento delle cartelle esattoriali e degli avvisi bonari per scongiurare un’ulteriore tegola su migliaia di attività sul nostro territorio, aziende già stremate dalla profonda crisi economica. La crisi politica non aiuta, anzi disarma ed allontana dalla passione civile tante persone che trovano incomprensibile questa fase. A chi deve e può decidere chiediamo che al finire del periodo di sospensione deve essere prevista la possibilità di versare le somme dovute tramite una congrua rateizzazione. Ripartire nel lavoro e negli incassi non è come riaccendere un interruttore della luce”.

Gli fa eco Alessandro Migliore, direttore della CNA di Fermo: “c’è la necessità non solo di segnali ma di idee e provvedimenti in favore delle imprese: detassare, sburocratizzare, un’idea comune di sviluppo, misure per la sopravvivenza al passo con incentivi di riconversione. E soprattutto di coerenza. Nei nostri detti popolari c’è anche quello che …occorre avere 100 occhi! Se da una parte si parla di semplificazione, di ristori, per quanto insufficienti, dall’altro si pretendono ancora tributi, come nel caso dei bollettini di pagamento recapitati alle imprese del settore agroalimentare! Occorre accendere i riflettori sull’ennesimo balzello che sopravvive da anni nel settore agroalimentare, segmento in cui sono pretese somme per attività di ricerca che CNA nazionale Agroalimentare contesta”.

“I nostri dirigenti nazionali di categoria – prosegue Migliore – hanno contestato in queste ore una tale richiesta alla Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari – Fondazione di Ricerca di Parma, fondata come Ente Pubblico nel 1922, convertita in Ente Pubblico Economico nel 1999, poi Fondazione di Ricerca dal 2010, commissariata nel 2020. E’ sempre aperta una lotta ai balzelli”.

Conclude Silenzi: “Faccio mio l’invito del nostro nazionale di sospendere l’invio delle cartelle alle imprese ed avviare un discorso con il Governo per il reperimento delle risorse a favore della SSICA. E rilancio, invitando le imprese coinvolte ad inviarci copia del bollettino per farne un dossier da proporre ai rappresentanti territoriali che siedono in Parlamento. Occorre una profonda revisione delle mille voci di pagamento che impegnano le imprese nei pagamenti e nella burocrazia”.


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