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Donne, lavoro e relazioni ai tempi del Covid, evento online dell’Assessorato Pari Opportunità

PORTO SANT'ELPIDIO - “Non sorprende dunque che per le donne il rischio di finire in situazioni di indigenza sia maggiore rispetto agli uomini. Non sorprende nemmeno il fatto che tante donne siano completamente dipendenti economicamente dagli uomini e continuino ad accettare situazioni da cui si sottrarrebbero volentieri se ne avessero la possibilità"
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“Durante la prima emergenza sanitaria vissuta all’inizio dell’anno 2020 sono aumentate di molto le problematiche legate alla conciliazione lavoro e tempi di vita. Nelle circostanze in cui è stato possibile lavorare da casa si è aggiunta la necessità di affiancare i figli durante la Dad, magari, proprio durante il telelavoro. Questo ha inciso soprattutto sulle donne che hanno sempre mantenuto un carico di lavoro di cura maggiore rispetto agli uomini”. L’assessore alle Pari Opportunità  Emanuela Ferracuti annuncia un nuovo appuntamento online.

“Dopo un anno esatto, la situazione non è cambiata, le scuole richiudono e i genitori si trovano nella stessa situazione di prima, se non peggiore. Mentre l’anno scorso a fermarsi è stato l’intero Paese, oggi ci troviamo nel contesto che vede le scuole chiuse mentre molti genitori devono andare a lavoro in presenza. Le donne italiane sono prime per carico di lavoro familiare e agli ultimi posti per tassi di occupazione, nel 2019 il tasso di occupazione femminile si attestava intorno al 50,1% (contro una media europea del 62,3%) ma con la pandemia il tasso è scivolato al 48,6%, ben 19 punti percentuali in meno rispetto al tasso occupazionale maschile. Sui 444 mila posti di lavoro persi nel 2020, 312 mila appartenevano a donne. Le donne lavoratrici con figli piccoli erano in difficoltà già prima della pandemia, ora che il contesto è peggiorato, la loro condizione è ancora più complessa. Secondo i dati Istat, se prendiamo in considerazione le donne tra i 25 e i 49 anni nel secondo trimestre 2020, in Italia vediamo che il tasso di occupazione “passa dal 71,9% per le donne senza figli al 53,4% per quelle che ne hanno almeno uno di età inferiore ai 6 anni. Le ultime misure prevedono congedi parentali retroattivi dal 1° gennaio 2021, retribuiti al 50% per chi ha figli minori di 14 anni, mentre per chi ha figli dai 14 ai 16 anni questi congedi non saranno retribuiti. Forze dell’ordine, operatori sanitari e lavoratori autonomi, in alternativa al congedo parentale, avranno diritto al bonus baby sitter da 100 euro a settimana (chi lavora 8 ore al giorno di un bonus da 100 euro a settimana se ne fa molto poco, forse si paga una giornata). Per i dipendenti privati il bonus baby sitter non è previsto, la famiglia si troverà a dover scegliere tra il telelavoro (chiamiamolo con il nome corretto, lo smartworking è altro) o il congedo. Chiudere le scuole è un costo sociale e ha implicazioni sia sulla vita degli studenti sia su quella delle madri. Cercare di conciliare il lavoro e i tempi di vita è un obiettivo fondamentale per il benessere di tutti, non solo delle donne, ma il nostro Paese fatica a trovare un equilibrio sotto questo punto di vista”.

Si parlerà anche del Decreto Sostegno nell’incontro organizzato dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Porto Sant’Elpidio che si terrà venerdi 26 marzo ore 21,15 in diretta facebook sulla pagina dell’assessorato e che vedrà quali relatrici Barbara Micheleic Segretaria Confederale della CGIL con delega alle politiche di genere, la Dott.ssa Manuela Bora Consigliera Regionale ed ex Assessora alle Pari Opportunità della Regione Marche, la Dott.ssa Antonella Ciccarelli sociologa ed commissaria all’interno della Commissione Pari Opportunità Regionale.

L’Assessore alle Pari Opportunità di Porto Sant’Elpidio, Emanuela Ferracuti, invitando a seguire l’evento che si terrà in diretta streaming su facebook aggiunge: “Non sorprende dunque che per le donne il rischio di finire in situazioni di indigenza sia maggiore rispetto agli uomini. Non sorprende nemmeno il fatto che tante donne siano completamente dipendenti economicamente dagli uomini e continuino ad accettare situazioni da cui si sottrarrebbero volentieri se ne avessero la possibilità. La recessione ha chiaramente confermato e addirittura peggiorato alcuni trend sull’occupazione femminile, inasprendo una situazione già difficile per quanto riguarda il lavoro di cura non retribuito e un welfare pressoché inesistente”


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