facebook twitter rss

AstraZeneca solo per over 60: le preoccupazioni di Saltamartini

EMERGENZA CORONAVIRUS - L'assessore regionale alla Sanità ammette di non saper rispondere, al momento, ai dubbi della popolazione e si appella al Ministero affinché emani una circolare esplicativa. Torna poi sugli approvvigionamenti che condizionano la scala delle priorità
Print Friendly, PDF & Email

 

L’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini parla di stop and go che di certo non giova a rassicurare la popolazione sul vaccino Astra Zeneca, di nuovo al centro di un provvedimento restrittivo.

Ieri sera, nel corso di un incontro Stato-Regioni il Ministero competente ha stabilito che dovrà essere somministrato ai cittadini che hanno più di 60 anni.

Ancora un cambio di programma nella lotta al Covid e che alimenta l’incertezza e quindi la paura. «Siamo cavie», il commento di molti sui social.

Come biasimare? Come chiedere di avere piena fiducia nella scienza?

Che il virus e tutto quello che gli gira intorno riservano numerose incognite lo si è capito. Ma come riconquistare la fiducia dell’ignaro cittadino che, oltre a sopravvivere, ambisce ad un tempestivo ritorno alla normalità?

Ed ecco che i dubbi, che vanno a braccetto con le preoccupazioni, vengono anche all’assessore Saltamartini che si definisce “responsabile della macchina organizzativa della somministrazione”. Non è facile, in ragione delle nuova scelta del Ministero della salute, riformulare un piano già avviato. Ancor più difficile dare risposte alla popolazione.

«Ieri sera (7 aprile, ndr) – scrive Filippo Saltamartini ho postato la notizia delle decisioni del Ministero sui limiti di utilizzo di Astra Zeneca – “consigliato” solo per le persone con più di 60 anni- per evitare che altre notizie potessero essere diffuse senza una base di realtà.
Le stesse vostre preoccupazioni – quelle postate questa notte – le avevo esplicitate ieri sera ai ministri Gelmini e Speranza ed ai tecnici del Ministero della salute, quest’ultimi che dovrebbero essere competenti (ed io credo che sono competenti) a dare delle spiegazioni.
E’ evidente che la macchina organizzativa della somministrazione, di cui mi occupo e di cui sono responsabile, risente di questo stop and go: prima il siero è buono fino a 55 anni; poi fino a 65; poi per tutti salvo che le persone non abbiano malattie particolari.

Oggi si dice che è “consigliabile” per le persone con oltre i 60 anni.
“Consigliabile” nella scienza giuridica e nella sicurezza sociale ha una declinazione opinabile.
E’ per questo che il ministro Speranza si è impegnato – su specifica richiesta delle Marche e delle altre Regioni- ad emanare una circolare entro oggi.

Ciò che deve essere spiegato a tutti è:
1) le persone che hanno fatto la prima dose di Astra Zeneca fanno il richiamo con lo stesso siero? Ieri sera hanno detto di si.
2) Il personale dei servizi pubblici (scuola, sicurezza e soccorso pubblico) che avevano iniziato la vaccinazione prima di over 80 e delle persone fragili, devono essere vaccinate con Pfizer e Moderna completando tutto il target anche prima del sistema delle fasce d’età?
3) la scala delle priorità nella vaccinazione che prevede, dal 10 marzo scorso, la copertura di over 80 e dei fragili, come priorità su tutte le priorità, come si concilia con la scarsità in prospettiva di Pfizer e Moderna (in prospettiva perché in questi giorni c’è una grande quantità di Pfizer)?
Ecco a tutte queste risposte che voi cittadini ci chiedete, neppure le Regioni sono in grado ora di rispondere.
Ed è essenziale conoscere queste risposte per un principio di parità di trattamento dei cittadini di tutta la Repubblica.
Non si accusi poi le Regioni di aver vaccinato gli avvocati piuttosto che i disabili, solo per fare un esempio della polemica politica delle ultime settimane».

Conclude annunciando che da ieri i punti vaccinali delle Marche hanno superato le 9.000 inoculazioni giornaliere.

«Oggi – dice ancora l’assessore regionale alla Sanità – si aprono 2 super punti a Macerata e Civitanova e nei prossimi giorni anche ad Ancona ed in altre realtà.
Le Marche sono pronte a vaccinare 300.000 persone al mese, per giungere a luglio a 900.000 prime dosi su una popolazione vaccinabile di 1.200.000.
Come ho ripetuto non trascuriamo di ringraziare il grande sforzo che ogni donna e uomo della sanità profonde per la nostra salute contro un nemico che nessuna generazione vivente prima d’ora aveva incontrato. Guardiamo gli aspetti positivi».

m.n.g.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti