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Casa del Popolo, un presidio per celebrare la festa della Liberazione

FERMO - Si terrà sabato 24 aprile alle 17.00, in via Oberdan a Porto San Giorgio, l'appuntamento a cui hanno aderito il sindacato di base Usb, la Rete degli operatori sociali Ancona, il Partito Comunista Italiano, Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana Fermo. "Per ricordare come la nostra Costituzione poggi le proprie fondamenta sul diritto al lavoro e alla salute", affermano gli organizzatori
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La difficile situazione che le lavoratrici e i lavoratori stanno affrontando a causa sia del Covid che della crisi economica e sociale ad esso connessa rende ancor più importante la giornata simbolica della “Liberazione”.

L’imperversare del Covid ha scoperchiato tutti i mali di un sistema sociale ed economico che si è allontanato dalla Costituzione antifascista, figlia della Resistenza, e dai suoi principi di solidarietà ed uguaglianza, come la prevalenza del benessere sociale sul profitto privato, il diritto ad un lavoro dignitoso, stabile e giustamente retribuito, la tutela della salute di tutti i cittadini attraverso un sistema sanitario dotato di mezzi e personale adeguati, il rifiuto della guerra e, conseguentemente, dello sperpero di risorse nel settore militare.

Non il Covid in sé ha causato la realtà drammatica che stiamo vivendo: passata la pandemia, non si tornerà ad una realtà di benessere e lavoro per tutti, poiché la situazione era grave già prima a tal punto da rendere lavoratrici e lavoratori, a partire da quelli precari e autonomi, estremamente vulnerabili alla crisi sanitaria ed economica. Festeggiare oggi la “Liberazione” vuol dire riprendere in mano il programma della Resistenza confluito nella Costituzione, mai applicato interamente e sempre osteggiato dalle forze conservatrici e da gran parte del mondo dell’industria e della finanza.

Il giorno 24 aprile, dalle ore 17.00, saremo in Via Oberdan a Porto San Giorgio per dare un segnale di “resistenza”, in un periodo in cui, come spiegato in precedenza, il diritto al lavoro e alla salute vengono ulteriormente indeboliti da una politica al servizio del profitto dei pochi ed incapace di fronteggiare la pandemia attraverso l’intervento pubblico.

Per l’occasione, lanceremo anche nel Fermano la campagna per denunciare lo sfruttamento del lavoro in atto nelle cooperative sociali (e in particolare nelle Marche il comportamento della COOSS) nonché la mancata applicazione del Contratto collettivo della Sanità privata.

Unica soluzione per porre fine a questi abusi è la reinternalizzazione dei servizi e di lavoratrici e lavoratori.


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