di Maria Nerina Galiè
E’ guerra sul bilancio ad Amandola: oggi, 31 luglio, il Consiglio comunale ha approvato la convalida alla delibera di approvazione dello scorso 18 giugno. Assente la minoranza che annuncia il ricorso.
La convalida della delibera si è resa necessaria dopo che il gruppo di minoranza “Amandola è dei cittadini”, capitanato da Raffaele Vittori, si è rivolta al prefetto di Fermo, proprio per segnalare l’approvazione, del documento del 18 giugno, come presunta “illegittima” relativamente alla proceduta adottata, dal sindaco Adolfo Marinangeli e dalla sua Giunta.
“L’approvazione va fatta almeno 20 giorni dopo il deposito degli atti, – spiega – comprensivi della relazione del revisore dei conti.In questo caso gli atti sono stati depositati il 26 maggio. La relazione del revisore è stata aggiunta il 7 giugno. Il Consiglio comunale è stato chiamato al voto il 18 giugno. Noi non ci siamo andati, ma il bilancio è stato ugualmente approvato dalla maggioranza (8 consiglieri contro i 4 assenti)”.
Il 20 giugno parte la lettera al prefetto di Fermo per denunciare la presunta“ illegittimità della convocazione e di tutte le deliberazioni intraprese”. Il civico consesso è stato quindi di nuovo richiamato a riunirsi, per il 31 luglio. “Undici punti all’ordine del giorno, la maggior parte dei quali relativi a variazioni di un bilancio approvato da pochi giorni”, commenta Vittori.
“Non è la prima volta – sono ancora le parole del capogruppo – che dobbiamo rivolgerci alle autorità per segnalare comportamenti per noi poco chiari da parte di sindaco e Giunta su questioni di estrema rilevanza. Per citare le ultime, l’approvazione della salvaguardia degli equilibri, risalente a novembre. La delibera presentava vizi di forma e procedurali. A marzo abbiamo dovuto rimetterci le mani. In quel caso abbiamo lasciato correre”.
Ma non lo faranno con il bilancio così come non hanno chiuso un occhio di fronte alla delibera per la variazione dello statuto, volta a modificare il numero massimo degli assessori. Atto “non valido, per vizio di procedura”, secondo i consiglieri Vittori, Mecozzi, Tidei e Del Gobbo.
“Se preso la lettera – spiegano – il portare ad un massimo di 4 il numero degli assessori potrebbe avere come conseguenza una pericolosa minaccia alla democrazia, nelle scelte politiche ed economiche del Comune”.
La risposta, con l’accoglimento del ricorso e la comunicazione dell’apertura di un’istruttoria al Ministero dell’interno, è arrivata il 27 luglio. Il Comune dovrà, entro 30 giorni, presentare “eventuali deduzioni” da allegare come memorie difensive nella relazione che sarà sottoposta al Consiglio di Stato.
“Ci piace precisare – concludono Vittori, Mecozzi, Tidei e Del Gobbo – che i ricorsi sono fatti a spese dei componenti la minoranza e non gravano sul bilancio comunale”.















