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Vitturini: “Per la battaglia contro le discriminazioni è necessario fare rete”

PARI OPPORTUNITA` - Maria Lina Vitturini, presidente della Cpo Regione Marche, fa il punto in merito all'impegno sulla lotta alle discriminazioni
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Maria Lina Vitturini

“La Cpo regionale è espressione di una maggioranza e le donne che la compongono sono libere di esprimere la propria personale opinione sottolineandola come tale. In qualità di Presidente della Cpo, preso atto delle molteplici espressioni politiche che la commissione contiene, faccio notare che l’ intervento uscito nelle ultime ore su qualche testate online è a firma di alcune componenti della commissione e, quindi, non è da ritenersi documento unitario”.

Maria Lina Vittuniri, presidente della Cpo Regione Marche, fa il punto in merito all’impegno sulla lotta alle discriminazioni:” Sento forte il mio ruolo di presidente come garante dell’unione progettuale della Cpo regionale e di conseguenza dello sviluppo del nostro lavoro per una crescita intelligente, inclusiva di tutti gli aspetti delle pari opportunità. Come sottolineo sempre, la percezione delle discriminazioni va ampliata ad altri aspetti allo scopo di fare rete, dando una maggiore evidenza a quelli di genere. Le donne sono pioniere in tema di diritti e dobbiamo guardare alla strategia della Commissione Europea in materia di famiglia, di istruzione e di formazione, piuttosto che alimentare sciocche polemiche sterili. Sotto la mia guida garantirò sempre tutte le donne, così come le tante categorie sociali vittime di prepotenze, anche se parlare di categorie è limitante. Concordiamo sul fatto che le Cpo si occupano di parità e di violenza di genere, perchè sono ancora tanti i luoghi di lavoro e di vita dove le donne sono relegate a ruoli minori o sono sminuite o costrette a non poter beneficiare del diritto alla maternità, ma non possiamo fare finta che in questi luoghi si compiono anche altre discriminazioni. Il numero dei femminicidi dimostra che l’atteggiamento della società è peggiorato ed è proprio per questo motivo che in molti programmi nazionali ed europei si parla di integrazione tra la discriminazione di genere e altre caratteristiche sociali, come la disabilità, l’identità sessuale, l’orientamento, l’età. Come presidente della Cpo regionale ho l’intenzione di portare avanti una logica nella quale la violenza di genere accenda un riflettore su tutte le violenze, perchè sono tante le vittime di violenza fisica e psicologica e sono tanti i motivi di discriminazione da cui difendersi. Dobbiamo far emergere, con la stessa forza e lo stesso atteggiamento che ognuna di noi mette in questo impegno come componente, la necessità di fare rete, di rafforzare e correggere, non di annientare per singole prese di posizioni. Auguro a tutte un buon lavoro e una serena continuazione per costruire insieme pari opportunità di genere e oltre”.

 

 


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