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Fermana, Riolfo torna a parlare del derby di Ancona: “La storia si legge, si analizza e si riscrive”

SERIE C - Il tecnico gialloblù archivia la storica vittoria del "Del Conero" e si proietta verso l'insidiosa sfida di domenica con il Pontedera (fischio d'inizio ore 14.30 al Bruno Recchioni): "Se abbiamo ottenuto i tre punti con la quarta in classifica, contro i toscani ci possiamo permettere qualunque risultato. Sono una squadra di categoria con una buona struttura difensiva: dovremo fare attenzione alle loro individualità che potranno farci male"
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di Leonardo Nevischi

Da tre stagioni a questa parte, la Fermana passa l’autunno sul lettino dell’analista. I gialloblù in estate iniziano il viaggio di Serie C con uno zainetto colmo di belle speranze, poi faticano tremendamente lungo il sentiero e si riducono all’ultimo per ritrovare la retta via. Era successo ad ottobre 2019 con mister Flavio Destro, si è ripetuto nel dicembre scorso con Mauro Antonioli e quest’anno non ha fatto eccezioni la gestione di Maurizio Domizzi. Nessun allenatore è riuscito a sanare l’inconscio della formazione di viale Trento che tendenzialmente la porta a vedere le streghe prima ancora dell’avvento di Halloween.

Quest’anno, però, la società canarina si è evitata lo scherzetto in anticipo e si è già gustata un bel dolcetto. Sì, perché il dg Conti e il ds Scala non hanno temporeggiato a lungo prima di correre ai ripari affidando la guida tecnica a Giancarlo Riolfo. Un cambio repentino, ma che ha consentito alla Fermana di resettarsi in tempo, prima che la classifica diventasse troppo deficitaria.

Con Riolfo (8 punti in 7 partite), infatti, la Fermana sembra essere tornata in careggiata prima di quando accadesse generalmente in passato: ha ritrovato la vecchia cara solidità del “Recchioni” che l’ha portata ad essere imbattuta in casa nelle ultime tre sfide, ha sfatato il tabù trasferte (cosa che non era accaduta nemmeno con Cornacchini lo scorso anno, ndr) ed è riuscita per la prima volta nella sua storia centenaria ad espugnare il “Del Conero” di Ancona.

Sicuramente ottimi segnali per il futuro, ma occhio ad abbassare la guardia: servono piedi per terra ed umiltà, perché la scorpacciata di Ancona non deve saziare i gialloblù, bensì l’appetito deve crescere proprio ora che ci si è seduti al banchetto.

“La storia la si legge, la si analizza e la si scrive. Noi nell’analizzarla ci eravamo resi conto delle difficoltà storiche della Fermana contro l’Ancona, ma nonostante ciò siamo riusciti a riscriverla grazie ad una prestazione che resterà negli annali” – ha rotto il ghiaccio Giancarlo Riolfo questa mattina in conferenza stampa.

 

La partita con l’Ancona può considerarsi un punto di svolta? Non tanto per il risultato in sé, quanto per la reazione che la squadra ha avuto dopo il gol del pareggio, il quale avrebbe potuto ribaltare l’esito del match e creare qualche problema di livello psicologico ai suoi. Invece la Fermana è apparsa cresciuta di maturità…

“Non la considererei una svolta, perché è già da un paio di gare che i ragazzi reagiscono bene, senza abbattersi e continuando a lottare. La differenza è che rispetto alle partite con Siena e Pescara, nelle quali si era comunque visto questo tipo di atteggiamento, questa volta non siamo usciti dal campo a mani vuote”.

A che punto di maturazione è arrivata la Fermana rispetto al processo di crescita che aveva in mente quando è arrivato sulla panchina gialloblù? Si può già definire completato?

“Mi auguro che ci siano ancora ampi margini di crescita, sia a livello di responsabilità, sia di condizione fisica sia di maturità tattica. Spero che ci sarà spazio per crescere ulteriormente attraverso le prestazioni e migliorare ulteriormente la nostra classifica. Un ruolo importante lo stanno avendo anche i tantissimi giovani come Rodio, Alagna, Lovaglio, Rovaglia e Nepi, che sono stati bravissimi a farsi trovare sempre pronti nei momenti di difficoltà ed a guadagnarsi spazio nelle gerarchie. Spero di recuperare i giocatori più esperti sia dai rispettivi infortuni sia che essi possano ritrovare la migliore condizione fisica, ma devo fare un plauso ai ragazzi più giovani per essersi fatti trovare pronti e maturi nel gestire determinate partite”.

A proposito di giocatori esperti fermi ai box, quali sono le condizioni di Rossoni, Urbinati, Scrosta e Marchi?

“Scrosta sta abbastanza bene, sta lavorando con la squadra e migliora di giorno in giorno. È voglioso di tornare in campo, è un ragazzo positivo rimasto fuori dal campo per due mesi e non vede l’ora di tornare a battagliare in mezzo al campo. Rossoni e Marchi, invece, stanno lavorando a pieno regime con la squadra: il primo si è allenato tutta la settimana, mentre il secondo era addirittura pronto per fare uno spezzone di gara sabato in Ancona. Capitan Urbinati, infine, sta riportando ancora qualche strascico e sta facendo un lavoro differenziato e valuteremo se sarà il caso di rischiarlo nell’avvicinarci alla sfida con il Pontedera”.

Domenica, alle 14.30, arriverà il Pontedera: come sta preparando la sfida?

“Saranno punti pesanti perché quella contro i toscani può considerarsi uno scontro salvezza, ma la posta in palio è sempre importante: se pensiamo che abbiamo ottenuto i tre punti con un’Ancona quarta in classifica, contro il Pontedera ci possiamo permettere qualunque risultato. Loro sono una squadra strutturata che ha una storia che parla da sé: ha una società che valorizza i giovani emergenti ed inoltre dispone di giocatori importanti. Si sono distinti perché non sono mai stati coinvolti nelle dinamiche della lotta salvezza e si sono sempre barcamenati tra le ultime posizioni playoff, a volte ottenendo anche qualcosina in più. Quest’anno dispongono di una formazione con una buona struttura difensiva e lavorano bene sulle coperture, ripartendo molto bene e attaccando gli spazi in maniera omogenea. Hanno individualità che possono farci male nell’arco dei novanta minuti e dovremo stare attenti a non subire troppo passivamente le loro offensive. Il Pontedera è una squadra di categoria che forse fin qui ha raccolto meno di quanto meritasse: dovremo essere pronti nello sfruttare quel poco che ci verrà concesso”.


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