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Previsioni Istat: nel 2030 Fermo perderà oltre 1.000 residenti

DATI - Lo studio (rispetto al 2021), volto a tracciare il probabile futuro di una popolazione, viene utilizzato per la programmazione regionale, da quella sanitaria e urbanistica, fino alla rete dei trasporti. Nelle Marche, dove si prospetta una perdita di quasi 40.000 abitanti in totale, Pesaro e Civitanova sono in controtendenza   
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di Maria Nerina Galiè

Non è confortante il quadro che, di Fermo, dipinge l‘Istat in fatto di previsioni demografiche. Dallo studio che l’istituto ha fatto per il 2030, volto a tracciare il probabile futuro di una popolazione, il capoluogo fermano potrebbe perdere oltre 1.000 abitanti.

le donne sono e resteranno in numero nettamente superiore.

Nel dettaglio, Fermo passerebbe da 36.386 – di cui 17.681 maschi e 18.825 femmine (rilevazione al 1° gennaio 2021) – a 35.443 residenti di cui 17.277 maschi e 18.166 femmine. 

Negli altri capoluoghi di provincia delle Marche o centri con più di 30.000 abitanti, sono in controtendenza Pesaro (96.238 residenti nel 2021 e 97.133 nel 2030) e Civitanova (41.989 nel 2021 e 42,230 nel 2030), con numeri a salire.

In discesa, nelle previsioni al 2030, rispetto ad oggi, tutti gli altri: Ascoli (da 46.808 43.100, la perdita più rilevante della regione), San Benedetto (da 47.439 a 47.161), Ancona (da 99.108 a 97.133), Fano (da 60.105 a 59.628 ), Senigallia (da 44.183 a 43.230), Macerata (da 40.762 a 39.108), Jesi (da 39.302 a 38.850), Osimo (da 34.721 a 34.732), Fabriano (da 29.882 a 27.800).

Nel totale, i marchigiani potrebbero passare da 1.501.406 di oggi a 1.462.968 nel 2030.

Si tratta di previsioni, non rappresentano una certezza, però vengono utilizzate in diversi ambiti, soprattutto ai fini della programmazione sanitaria e previdenziale ma anche del fabbisogno urbanistico ed energetico-ambientale e dell’organizzazione delle strutture scolastiche fino alla rete dei trasporti.

Non sono quindi da sottovalutare, anche in un quadro nazionale che parla di “crisi demografica”: «Le previsioni sul futuro demografico in Italia restituiscono un potenziale quadro di crisi.  La popolazione residente – riporta l’Istat – è in decrescita: da 59,6 milioni al 1° gennaio 2020 a 58 milioni nel 2030, a 54,1 milioni nel 2050 e a 47,6 milioni nel 2070.

Il rapporto tra giovani e anziani sarà di 1 a 3 nel 2050 mentre la popolazione in età lavorativa scenderà in 30 anni dal 63,8% al 53,3% del totale.

La crisi demografica sul territorio: entro 10 anni l’81% dei Comuni avrà subito un calo di popolazione, l’87% nel caso di Comuni di zone rurali.

Previsto in crescita il numero di famiglie ma con un numero medio di componenti sempre più piccolo. Meno coppie con figli, più coppie senza: entro il 2040 una famiglia su quattro sarà composta da una coppia con figli, più di una su cinque non avrà figli».

Lo studio ha tenuto conto di 7.903 comuni esistenti al 1° gennaio 2020 e con popolazione superiore ai 30.000 residenti.

 


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