«Vogliamo tornare sulla scelta dell’amministrazione comunale di rinunciare a 3 milioni a fondo perduto per  la realizzazione della scuola media, valutando l’utilità e la necessità del rifacimento della scuola.  Infatti, i vari esponenti della maggioranza che sono intervenuti sulla questione hanno motivato la scelta di  rinunciare all’opera, oltre che per l’aspetto economico, per la sua inutilità stante la progressiva diminuzione  della popolazione scolastica.  Ebbene, già accostare la locuzione “Costruzione nuova scuola” e l’aggettivo “inutile” sembra sia un  ossimoro che non meriterebbe alcuna osservazione». Avanti Montegranaro, il gruppo consiliare di opposizione non molla la presa su quello che è il principale argomento di dibattito, se non altro politico, a Montegranaro in questi giorni, ossia la decisione dell’amministrazione Ubaldi di rinunciare ai 3 milioni di euro dal Miur per la scuola media, ricorrendo al Pnrr.

«Attualmente gli alunni delle scuole medie sono allocati su più plessi; la maggior parte delle classi è ubicata nell’ex Itca San Liborio (Scuola di proprietà della Provincia) e nel padiglione C della scuola media (i Padiglioni A e B sono inagibili).  E’ del tutto evidente che questa soluzione può avere solo carattere provvisorio ed emergenziale in quanto comporta notevoli disagi sia per gli studenti che per gli insegnanti anche nell’espletamento dell’attività scolastica; oltre ai disagi legati ai quotidiani spostamenti dei professori ed alla gestione degli orari vi è un’innegabile restrizione degli spazi per tutte le attività scolastiche, mancando aule da adibire a laboratori, con ripercussioni sull’attività svolta.  Per rendere la situazione attuale definitiva, che comunque protrarrebbe i disagi a tempo indefinito, bisognerebbe comunque intervenire sul padiglione C ed acquistare l’ex Itc, come paventato dal sindaco.  Infatti, il padiglione C ha un tasso di vulnerabilità sismica che permette l’attività scolastica solo per il tempo necessario ad impostare un progetto di adeguamento sismico, progetto che appunto consisteva nel  rifacimento della scuola; se rinunciamo al finanziamento dovremmo comunque, per poter proseguire l’attività scolastica sul padiglione C, eseguire i lavori di adeguamento sismico per centinaia di migliaia di euro. Anche l’acquisto dell’ex Itc non sarà un investimento da poco e sicuramente dovremmo spendere molto di più del contributo che il Comune avrebbe dovuto mettere per realizzare la nuova scuola. Oggi per superare l’obiezione dell’abbandono dei padiglioni inagibili ci si dice pure ‘li demoliremo e ci faremo dei giardini’. Ebbene, quando? Con quali somme? Ma come non è stato possibile mettere un  milione di euro sul piatto per rifare la scuola e poi, invece, ci compriamo l’Itc, adeguiamo sismicamente il padiglione C e demoliamo i padiglioni inagibili per farci i giardini? Con un costo che sarà pari al triplo del milione necessario per rifare la scuola? Crediamo che a nessuno possa sfuggire l’assurdità amministrativa di quanto sostenuto dalla maggioranza e l’illogicità assoluta della scelta fatta, saremmo facili profeti, se non si rifarà la scuola con i fondi del Miur, rimarrà tutto così per decenni. Poi vi è un problema di tempi; con il progetto bloccato i lavori sarebbero dovuti iniziare il 22 marzo e nel giro di 12-18 mesi avremmo risolto tutti i problemi, mentre con gli improbabili nuovi finanziamenti ed  interventi non ci è dato sapere quando potremmo vedere la fine del problema. Infine, il recupero della scuola media è una risposta immediata per riqualificare un intero quartiere, ubicato a ridosso del centro urbano, che invece sarebbe lasciato a se stesso con edifici abbandonati per anni». 

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