«Medicina nel vecchio ospedale, perché la maggioranza non vuole?» L’opposizione di Amandola tra dubbi e proposte bocciate

POLITICA - Intervista a Raffaele Vittori, consigliere di minoranza che insieme ai colleghi Danilo Del Gobbo, Adriano Mecozzi e Valerio Tidei ha presentato una mozione specifica in occasione dell'ultimo Consiglio comunale

di Andrea Braconi

«Riportiamo Medicina generale ad Amandola nella struttura che più garantisce la sicurezza di chi dovrà utilizzarla, cioè medici, infermieri e pazienti». Ma considerando il corto circuito mediatico che sembra regnare nel Comune montano (vecchio ospedale, struttura provvisoria e nuovo nosocomio in località Pian di Contro), di quale struttura parliamo? «Assolutamente del vecchio ospedale Vittorio Emanuele II, al momento la più idonea ad ospitare il reparto». A parlare è Raffaele Vittori, consigliere di minoranza che insieme ai colleghi Danilo Del Gobbo, Adriano Mecozzi e Valerio Tidei ha presentato una mozione specifica in occasione dell’ultimo Consiglio comunale. Mozione spedita il 31 gennaio scorso e presentata anche a tutti i sindaci dell’Unione Montana dei Sibillini, dei Comuni rientranti nel bacino di utenza dello stesso ospedale, oltre che a Michele Ortenzi nelle vesti di presidente della Provincia di Fermo e a Paolo Calcinaro come presidente della Conferenza dei Sindaci.

Consigliere, avete più volte rimarcato la vostra preoccupazione per la situazione in atto.

«Siamo molto preoccupati, dal 2019 la maggioranza continua a bocciare qualsiasi nostra proposta, ma se ci avessero dato retta avremmo già potuto riportare qui il reparto aspettando il nuovo nosocomio. Noi però non abbassiamo la testa e difendiamo le nostre idee, compatti, raccogliendo anche la preoccupazione di tanti operatori sanitari».

Cosa non vi convince esattamente?

“Il sindaco aveva presentato una proposta di delibera per portare Medicina nella struttura provvisoria prefabbricata, costruita con risorse della Protezione Civile. Ma su quella struttura c’è un contenzioso e anche altro».

Qual è, quindi, la vostra posizione?

«Siamo per riportare Medicina ad Amandola ma in una struttura idonea. Ci sono locali nel vecchio ospedale e ci sono soprattutto due perizie che quantificano quanto ci vuole per rimetterlo a posto, di cui una dell’Area Vasta 4. D’altronde, il vecchio ospedale per via dell’ordinanza 37 o lo rimettono a posto o lo demoliscono. Ma se poi pochi giorni fa è stato finito il tetto del corpo B, di cosa stiamo parlando? C’è poi un’altra questione, e cioè che riaprire subito Medicina lì decongestionerebbe di molto anche il Pronto Soccorso di Fermo. Se avessimo delle camere di osservazione come prima del terremoto, quello che leggiamo nelle ultime ore, e cioè file incredibili a Fermo, non accadrebbe e avremo anche un importante risparmio di soldi pubblici».

Riassumendo: per voi non ci sono le condizioni per riportare Medicina in quella struttura provvisoria.

«Esattamente, ma Marinangeli vuole riportarla lì. C’è anche la questione dei certificati di conformità degli impianti e del collaudo dello stabile. La data di consegna di questi certificati risulta essere il 30 novembre.”

Durante l’ultimo Consiglio comunale siete stati accusati, cito testualmente, “di aver fatto un copia e incolla del contenzioso con l’impresa”.

«Appena insediati nel 2019 abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti e non è stata un’impresa facile. Successivamente la ditta ci ha contattati come consiglieri di minoranza per segnalare questo contenzioso, di cui non sapevamo nulla. Ci hanno comunicato la revoca dell’appalto avvenuta nell’aprile 2021, dopo che l’immobile era stato consegnato il 20 novembre 2020 con tanto di certificato di fine lavori. La ditta ha vinto il ricorso al Tar e ha fatto ingiunzione al tribunale di Ascoli per l’importo non ancora pagato. Qui però non si tratta di fidarsi della ditta o di Marinangeli: io mi fido di quello che leggo e vedo, di fatti oggettivi. Per questo ho anche chiesto l’accesso agli atti all’Asur. E, comunque, anche fosse stata una lettera della ditta la base del nostro documento, dove sta il problema? Noi non siamo contro Amandola, contro il nostro paese, come qualcuno ci accusa, ma cerchiamo di informarci sulle cose. E come consiglieri di minoranza ricordo a tutti, soprattutto al sindaco, che abbiamo il dovere del controllo amministrativo».

Cosa chiedete, dunque, al primo cittadino?

«Perché vuole portarlo lì, sapendo che c’è un contenzioso? Perché l’Asur dovrebbe portare lì una struttura infilandosi in un ginepraio? La nostra mozione era riportarla nel vecchio ospedale per salvare il Comune, ma non so perché la maggioranza non ha voluto tendere la mano. Invece, volevano il ritiro e alla fine hanno fatto la proposta di dire ‘allora emendiamo questa mozione dicendo che vogliamo portare il reparto di Medicina nei locali ad oggi più idonei’. Ma non era quello che avevamo proposto noi? Così abbiamo detto no, si vota e basta. Loro hanno proposto la sospensione della seduta, ma non abbiamo accettato. La mozione, ovviamente, è stata respinta. A questo punto sono del parere che forse la maggioranza non vuole riportare la medicina ad Amandola?».


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