Battesimo di Cristo di Guido Reni (fonte Wikipedia)

di Antonietta Vitali

Shakespeare si ispirò ad essa quando compose “Sogno di una notte di mezza estate” facendo culminare le peripezie e gli incantesimi di fate e folletti proprio durante la notte di San Giovanni. La notte più corta dell’anno è anche la più magica e viene celebrata fin dalla notte dei tempi risalendo ad antichi rituali celebranti il culto del sole venerato come motore della vita sulla terra. Il suo potere era considerato così prezioso tanto da spingere i popoli antichi a pregare affinché la sua luce non si spegnesse mai, il suo calore avrebbe garantito alla terra di continuare a vivere, all’uomo di proliferare. L’inti rayimi incaico era tra questi rituali come pure l’alban heruin celtico, in epoca romana, durante questa notte, si rinnovavano i festeggiamenti del matrimonio tra Giove e Giunone, il mese di giugno era considerato il mese dei matrimoni e della fertilità ed era costume tenere delle torce accese in casa durante tutta la notte. Il fuoco è il comune denominatore di questi rituali, purificatore e magico, le sue fiamme evocavano la luce e il calore emessi dal sole, saltare tre volte sopra di esso era considerato propiziatorio.

Con il Cristianesimo i riti pagani lasciarono il posto a festeggiamenti dal significato religioso legato a San Giovanni Battista, unico santo, insieme alla Vergine Maria, di cui si celebra anche la nascita (e non solo la morte) per la quale è stata scelta come data il 24 giugno, giorno molto vicino al solstizio d’estate. L’Arcangelo Gabriele giunge in sogno a Zaccaria annunciandogli che sarebbe diventato padre ma lui sapendo dell’impossibilità di sua moglie Elisabetta di procreare, non gli credette. Dio punì la sua incredulità lasciandolo muto fino alla nascita di suo figlio Giovanni Battista e durante quella notte, Zaccaria, per ringraziare Dio del dono ricevuto, accese un fuoco sul quale saltò tre volte. Da sempre, dunque, è una notte incantata, durante la quale è possibile scacciare gli spiriti cattivi, attrarre energia positiva, catturare la buona sorte e dove l’acqua, oltre al fuoco, è un elemento essenziale dei rituali, perché la luce, rispecchiandosi negli specchi di acqua, forma un cielo dall’infinita luminosità. E la leggenda narra che la rugiada raccolta all’alba del 24 avrebbe delle proprietà benefiche e curative come l’acqua che si è soliti realizzare tenendola all’aperto per tutta la notte del 23 aromatizzandola con erbe quali, iperico, lavanda, rosmarino, menta, salvia ma anche con fiori quali rose, papaveri, fiordalisi, camomilla. Notte di grande attività per le streghe che si radunavano tutte, secondo la leggenda, sotto una grande albero di noce a Benevento, e anche la gastronomia prende posto nei rituali rendendo questa notte quella ideale e più giusta per preparare il nocino da noci raccolte rigorosamente verdi. Notte propiziatoria anche per l’amore, antiche credenze raccontano che si può vedere, riflesso nell’acqua, oppure in sogno, il volto della persona con cui condividere cuore e vita. Lasciando, invece, un bicchiere d’acqua con dentro un albume d’uovo sul davanzale della finestra per tutta la notte affinché si impregni della rugiada di San Giovanni, si potranno desumere importanti informazioni sulla persona amata a seconda delle forme prese dall’albume. L’importante è dare a tutto questo una interpretazione oggettiva e non subordinata ai sentimenti! E che sia una notte fatata per tutti!

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