
Giuseppe Fedeli
di Giuseppe Fedeli *
“Signori benpensanti, spero non vi dispiaccia…”, così esordiva un brano indimenticabile di Fabrizio De André.
È stato ritrovato in un terreno nel Comune di Trecastelli (Ancona), dopo 8 giorni di ricerche, il corpo di Mattia Luconi, il bambino autistico di 8 anni disperso dopo l’alluvione nelle Marche.
Una potenza devastatrice abbattutasi nell’Anconetano non ha risparmiato né cose, né persone. Il piccolo Mattia era tra le braccia della mamma, quando una ondata gigantesca l’ha rapito a sé, inghiottendolo e facendone perdere le tracce. Per giorni le ricerche sono state insonni, instancabile l’impegno dei volontari e degli addetti lavori. Orbene, guardiamo la tragedia dal punto di vista di chi fa finta di interessarsi a certi problemi, e poi, dopo essersi rimpinzato a dovere, fa passare 40 anni prima di costruire argini a un fiume temibile, opera che avrebbe risparmiato la vita a tante persone. Questa tragedia annunciata grida vendetta, senza distinzione di chi ne è rimasto vittima.
La dipartita del piccolo Mattia domani sarà per i più notizia “obsoleta”. Comunque sia, da genitore di un ragazzo autistico, dico solo: nessuno si permetta di fare commenti a margine del fatto. Nessuno – soprattutto i soliti noti del media system- ne ha il diritto. Perché il più grande peccato di cui si possa macchiare l’uomo, diceva Madre Teresa, è quello di omissione, strettamente legato all’atteggiamento farisaico e tiepido, specie verso i più fragili. E la morte del piccolo Mattia interroga la coscienza di ciascuno di noi, che non basta lavare con lacrime di falsa condiscendenza.
* giudice di pace














