di Alessandro Luzi

A fine novembre il Comune di Porto San Giorgio ha provveduto a installare delle luci rosa per illuminare vicolo Enrico Cialdini. Da tempo un luogo troppo in ombra rispetto al resto del centro cittadino, tant’è che a volte è diventato teatro di atti vandalici e movimenti sospetti. Insomma, una situazione poco piacevole sia per i commercianti che per i residenti. Data l’incuria, la precedente amministrazione ha riqualificato la zona apponendo nuove luminarie e sistemando la pavimentazione. Ora la nuova giunta, pensando di fare cosa gradita ai commercianti, ha modificato il colore dell’illuminazione passando dal bianco al rosa. La scelta però ha suscitato malumori. In particolare le critiche sono arrivate da Renzo Renzi di Eightyeight e da Federica Ripani di J’Adore Donna. «In occasione del trasferimento della mia attività commerciale – ha spiegato Renzi – ho destinato una cifra ingente per riqualificare questo tratto. Le pratiche burocratiche da sbrigare sono state numerosissime e complicatissime ma alla fine, grazie anche al mio architetto e alla collaborazione con Federica, abbiamo ottenuto i risultati desiderati. Però, dopo tante fatiche e aver speso delle somme consistenti, siamo stati ‘ripagati’ con delle luci completamente avulse dal contesto. Chi ha scelto di installarle non ha un minimo di gusto estetico. Ora ci ritroviamo con un lato illuminato da luce bianca, un altro arancio e qui rosa. Inoltre si discostano anche dai toni delle nostre vetrine».

C’è insoddisfazione anche per il modus operandi degli amministratori: «Prima di questo intervento non siamo stati minimamente interpellati – hanno affermato -. Non chiediamo tanto ma almeno vorremmo porre alla loro attenzione le nostre esigenze. L’assessore al commercio, Giampiero Marcattili, dopo le nostre lamentele ci aveva assicurato che le luci sarebbero state sostituite. Siamo ormai in prossimità delle festività natalizie e ancora non è cambiato nulla. Quanto ancora dobbiamo attendere? Poi si sa come vanno queste cose, se non si agisce a stretto giro le scelte sono destinate a rimanere permanenti».

Entrambi si sono detti scoraggiati da queste dinamiche e dall’assenza di dialogo tra i commercianti e la classe dirigente: «Da anni andiamo avanti con le nostre forze nonostante la politica. A volte sembra che gli amministratori remino contro. Magari non è così ma traspare questa sensazione. Noi ci accordiamo per sistemare gli spazi adiacenti ai nostri negozi e puntualmente vengono applicate soluzioni contrastanti. A volte ingoiamo il boccone amaro ma questa volta è impossibile tacere».

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