
di Nunzia Eleuteri
Uno degli artisti più conosciuti e apprezzati al mondo. Una storia più che tormentata. Una vita contorta e che termina troppo presto con un suicidio. È Vincent Van Gogh.
La mostra allestita nello splendido Palazzo Bonaparte di Roma, aperta ad ottobre scorso, ha ben saputo raccontare la vita di un genio incompreso, grazie alle opere (circa cinquanta delle 900 in circolazione) provenienti dal Museo Kröller Müller di Otterlo. Uno stile inconfondibile che si ritrova in tutte le opere più famose. La mostra ripercorre la vita dell’artista attraverso i periodi e i luoghi frequentati, passando dall’Olanda alla Francia fino ad arrivare a Auvers-Sur-Oise, ultimo soggiorno di Van Gogh che, a 37 anni, mette fine alla sua dolorosa esistenza.
Il 30 marzo prossimo sarà il 170° anno dalla sua nascita, eppure, le sue opere sembrano ancora moderne, innovative. Si parla, infatti, di lui come un precursore dell’espressionismo ma anche pioniere dell’arte contemporanea tanto da influenzare ancora oggi molti pittori e stili.
A Palazzo Bonaparte non mancano le opere più famose come il suo autoritratto (1887 fondo azzurro con alcuni tocchi di verde), il seminatore (Arles 1888), il giardino dell’ospedale a Saint-Rémy (1889), il Vecchio disperato (1890)…e tante altre imperdibili tele di un realismo disarmante che attraverso i toni (scuri in gioventù poi più vivaci) comunicano in modo immediato quegli stati d’animo così tormentati che hanno fatto di Van Gogh un artista senza tempo e sicuramente tra i più amati.
Tutto ciò, è racchiuso, come si diceva, nello storico palazzo Bonaparte, ricchissimo di pregiati affreschi e dove si possono ammirare persino dei camini di Canova.
Una location magnifica e una mostra altrettanto speciale che non rappresentano solo un arricchimento culturale ma cibo per l’anima. Imperdibili.

uno dei camini di Canova a Palazzo Bonaparte

Vecchio disperato

Il seminatore















