Stefano Fortuna

«Quanto accaduto a Fermo, al teatro dell’Aquila, sul caso dell’opera ‘La Traviata’ andata in scena per le scuole, senza attori e dunque ‘censurata’ rispetto alla versione originale del giovane regista Baracchini vincitore del bando finanziato dalla stessa Fondazione Rete Lirica delle Marche di cui il comune di Fermo è socio, è un caso dove le opposizioni hanno alzato il tiro ad altezza uomo, ma tutto tace». Inizia così la nota del Movimento 5 Stelle di Fermo sulla questione dell’Opera teatrale che tanto ha fatto discutere i giorni scorsi.

«Sono arrivate le amare dimissioni della presidente Gaia Capponi e altri cinque componenti della Commissione per le Pari Opportunità, tra cui Sabrina Isidori e Alessandra Di Spilimbergo personalmente indicate per la composizione del neonato organo comunale, in quanto dotate di spirito critico e attive da sempre sui temi sociali a favore dei più deboli e svantaggiati. Rappresentavano la V Commissione, istituita da sette mesi, che avrebbe dovuto lavorare per eliminare ogni barriera dovuta a pregiudizi, ignoranza e disuguaglianza presenti nel nostro territorio – dice il consigliere pentastellato Stefano Fortuna -. Chiedo all’assessora Lanzidei, che pure ha promosso l’istituzione della suddetta commissione, a cosa essa serva se non ad indignarci quando assistiamo, come in questo caso, all’affronto fatto dal sindaco Calcinaro che ha privato i cittadini della libertà di scegliere se far partecipare i propri figli e studenti alla rappresentazione, peraltro in orario non scolastico. All’assessora, del tutto silente nel dibattito, è stata forse ritirata la delega? L’istituzione della CPO, da me approvata sul nascere, ha lo scopo di promuovere delle politiche che integrino gli orientamenti sessuali, di genere ed eliminare ogni tipo di discriminazione verso categorie svantaggiate, ma anche da parte della ‘sopravvissuta’ commissione, silenzio assoluto. Invito i membri della cpo a non restare muti o a seguire l’esempio delle dimissionarie ponendo fine a un organo di facciata che si limita ad approvare eventi ‘preconfezionati’ a solo scopo pubblicitario».

Il gruppo M5S non manca di criticare anche la scelta del primo cittadino fermano e del Cda della Fondazione Lirica di “censurare la versione originale”: «Penso siano solo frutto di poca conoscenza e vicinanza alle nuove generazioni sulle tematiche in questione avendo dimenticato i numerosi dubbi e domande di quando noi, che oggi siamo amministratori di una città, eravamo ragazzini. Leggo le giustificazioni alla paura di chi vuole difenderci da una trasgressione solo perché non sa leggerla per quello che è veramente o ancora peggio di chi ci preferisce frenati ed invisibili invece che rappresentati e vivi».

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