
di Sandro Renzi
Hanno sfondato quota mille i firmatari della petizione promossa sulla piattaforma on line change.org dalle associazioni ambientaliste che si stanno battendo per impedire l’abbattimento delle tamarici nel tratto sud del lungomare Gramsci. Ne manca una manciata, a dire il vero, per arrivare a 1200 anche se l’obiettivo resta ora 1500. L’asticella è stata alzata dopo aver preso atto del successo che la petizione ha ottenuto in sole due settimane dal suo arrivo sul web. Nell’ultimo aggiornamento, pubblicato dai promotori sulla piattaforma, si fa pure riferimento al fatto che in un incontro avuto dagli stessi con il primo cittadino Valerio Vesprini «il sindaco ha lasciato aperta la porta ad una modifica del progetto, comunque necessaria visti i pareri negativi arrivati dalla Regione».
Nello specifico si tratta delle osservazioni che hanno interessato le “balconate” in corrispondenza delle spiagge libere. Ipotesi progettuale bocciata tuttavia dagli enti dorici che mirano invece a garantire una linea di continuità dell’arenile. «Possiamo arrivare a 2000 firme – scrivono ancora i referenti delle associazioni- insistendo e condividendo la petizione». Forti del fatto che circa 4000 persone hanno comunque letto il testo del documento che si intende portare all’attenzione del sindaco insieme alla firme ottenute. A vergare il testo della petizione, come noto, il Comitato per la mobilità dolce, quella per la salvaguardia di viale Cavallotti e del verde di Porto San Giorgio, Legambiente Fermo, Società Operaia, Italia Nostra, Fiab Macerata-Fermo. Ma cosa chiedono in sostanza questa associazioni? PEr cominciare il blocco dell’espianto di 50 tamerici che da mezzo secolo fanno bella mostra di sé nel tratto sud del lungomare, lo stesso oggetto di intervento in forza dei soldi del Pnrr per la sua riqualificazione almeno fino a via Curtatone. «Tutto questo –lamentano- per mettere al loro posto qualche decina di parcheggi che possono essere facilmente reperiti nelle aree circostanti. Essi toglieranno spazio ai pedoni e saranno a ridosso di una pista ciclabile di soli 2,5 metri, un’ampiezza assolutamente insufficiente ed inferiore agli standard della Ciclovia Adriatica nazionale di cui farà parte». Di conseguenza la petizione punterebbe pure ad impedire che vengano realizzati i parcheggi proprio a ridosso della ciclabile dove invece potrebbero restare le tamarici come auspicano le associazioni.














