«In merito a quanto avvenuto a Fermo attorno alla rappresentazione de “La Traviata” di Giuseppe Verdi, nella magistrale regia del premiato Luca Baracchini e nei confronti della quale il Sindaco di Fermo ha inteso produrre un provvedimento censorio circa la possibilità di visione pomeridiana alle scolaresche, non intendiamo assecondare alcuna ultima conclusione autoassolutoria da parte del Primo Cittadino, come proferito al Consiglio Comunale di martedì scorso a seguito di interrogazione consiliare della coalizione #FermoFutura».

La Traviata sul palco del Teatro Ventidio Basso di Ascoli
Inizia così, a Fermo, la nota di #FermoFutura (PD Città di Fermo, Fermo Coraggiosa, Fermo Capoluogo, Agire locale), Giovani Democratici Comune di Fermo, PD Federazione di Fermo, Articolo Uno Provincia di Fermo e Giovani Democratici Provincia di Fermo. Che poi continuano: «Provvedimento anzitutto che il Primo Cittadino, nelle mezze repliche pubbliche, sembra non negare che sia scaturito da una propria decisione solitaria, unilateralmente senza il coinvolgimento né della Giunta, ma successivamente avallato di fatto dalla stessa, né tantomeno del Consiglio Comunale. Comportamento censorio aggravato, oltre che da motivi etici, anche dal mancato interessamento dei dirigenti scolastici e della commissione delle pari opportunità.
Scelta che ha indotto sei componenti della commissione a dimettersi, tra cui la presidente, e che rappresenta una ferita profonda sia nei modi che nelle motivazioni. Vero è che l’organo ha potere consultivo, ma è altresì vero che le competenze e le sensibilità di un organo consiliare vanno sempre rispettate e mai censurate. Perché questo è accaduto, è stato impedito di esprimersi ad un organo eletto dall’intero consiglio comunale, silenziando e bloccando un comunicato con voci discordanti al proprio sentire.
Ragioni, quelle illustrate dal Sindaco nell’ultimo Consiglio comunale – aggiungono – ovvero di farsi tutore di una eticità pedagogica da cui rivendichiamo le distanze e che riteniamo proiettare la città di Fermo e le nuove generazioni verso il passato. Non v’era nulla da evitare, poiché non v’era nulla da stigmatizzare. Soltanto un’occasione persa di crescita socio-culturale-collettiva per i ragazzi unita a prassi democratiche per nulla rasserenanti, nell’anno 2023.
Ascoli Piceno retta oggi da un Sindaco di destra – dicono – ha per prima censurato la rappresentazione, a differenza di Fano a guida centrosinistra. Il Sindaco ha trovato più consone le ragioni dell’attuale “Modello Marche”, del “Laboratorio della Destra” recepiti dall’ascolano, rispetto a quelle del progressista fanese Massimo Seri? Una destra che mostra di avere un vento in poppa che spira già più debolmente rispetto al post elezioni.
Auspichiamo che quanto accaduto spinga il primo cittadino e l’Assessora alle politiche per le pari opportunità innanzitutto a ricostituire la CPO recuperando la disponibilità delle dimissionarie, ovvero sostituendole quanto prima anche per portare a compimento progetti già avviati, tra cui quello sulle “madri costituenti”. Inoltre l’accaduto sia di monito al fine di considerare maggiormente il ruolo della commissione – concludono il loro intrvento – rispettarne la pluralità dei componenti e soprattutto riconoscerne le competenze che esso esprime, e che si possa avviare nei prossimi mesi un percorso educativo e di sensibilizzazione sulle tematiche dell’inclusione sociale e dell’eliminazione di ogni forma di discriminazione».














