di Sandro Renzi

Tre antiche opere della città sono al centro della lettera-appello che la Società Operaia ha inviato sia al sindaco Vesprini che alla Sovrintendenza archeologica sollecitando l’urgenza di interventi che ne tutelino l’integrità strutturale. Si tratta delle mura castellane (1362), di Rocca Tiepolo (1267) e dell’ex salara (fine ‘600). «In più occasioni la Società Operaia ha richiamato l’attenzione delle Amministrazioni comunali sulla necessità di prestare massima considerazione alle evidenze storico-architettoniche della città per garantirne la conoscenza, per il doveroso rispetto verso la storia della comunità, per tramandare alle future generazioni is egni tangibili di questo passato» si legge nel documento.

Riflettori accesi, quindi, su tre strutture: Rocca Tiepolo, mura castellane ed ex salara. Il sodalizio di via Gentili entra nel merito di ciascuna. Per la prima viene chiesto un intervento di restauro conservativo e strutturale. «Diverse cortine murarie denunciano uno stato di grave degrado caratterizzato da fenditure sempre più evidenti che in prospettiva potrebbero pregiudicarne persino la stabilità». Nel mirino in particolare la fenditura verticale a metà circa della cortina est «come della torre rompitratta situata ad ovest-sud ovest della fortificazione» osserva la Società Operaia. 

Non sembrano andare meglio le cose per le mura castellane. Nel documento si punta l’indice contro il degrado della sezione della cortina muraria posta ad ovest del teatro comunale, di fronte a via Collina. «E’ indispensabile intervenire al più presto con un restauro mirato onde evitare che il degrado prosegua con la perdita di un documento materiale risalente al 1362». Ad aggravare la situazione della cinta muraria gli atti vandali e le scritte che ne hanno deturpato in parte la facciata. Infine capitolo ex salara. La Società Operaia, nel lanciare questo grido di allarme, suggerisce all’Amministrazione comunale di acquistare dal privato l’immobile peraltro vincolato proprio grazie al sodalizio circa 30 anni fa dalla Sovrintendenza. «Prima che venga trasformata nell’ennesimo condominio in spregio alla storia della città, per di più in un comparto urbano del tutto privo di standard urbanistici». L’idea di fondo resta quella di adibire l’ex salara a spazio museale come era nelle intenzioni originarie. Si riteneva infattoi che l’immobile potesse essere la sede più idonea per il Museo del mare, nel quale far confluire tanti reperti e tante testimonianze della civiltà marinara.

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