di Sandro Renzi

Un documento a firma del Comitato per la salvaguardia di viale Cavallotti e del verde è stato inviato al Sindaco Valerio Vesprini. Si pone l’accento sul futuro dell’area occupata da piazza 4 giornate di Napoli. A detta del Comitato, che ha studiato alcune carte relative al progetto redatto dall’Università Politecnica delle Marche per la pianificazione urbanistica della zona portuale, la piazza in questione rischia in gran parte di scomparire e con essa alberi ed essenze arbustive. «Omettendo ogni giudizio di merito sulle soluzioni urbanistiche adottate che comunque evidenziano uno straordinario carico urbanistico rispetto alle funzioni proprie di un porto turistico e peschereccio – si legge nel documento- la citata pianificazione non pone alcuna attenzione alle emergenze botanico-vegetazionali esistenti».

A preoccupare di più gli ambientalisti è il futuro della piazza-giardino 4 Giornate di Napoli, spazio pubblico connotato da un’importante presenza di verde e  caratterizzato dal monumento ai Marinai d’Italia. «Non può sfuggire che nella progettazione urbanistica si preveda la cancellazione della piazza-giardino, tra l’altro privatizzando uno spazio ora pubblico e quindi di tutti i cittadini, mediante abbattimento di un rilevante numero di alberi, d’alto e medio fusto, adulti, nonché di essenze arbustive e di un’ampia copertura vegetale a prato, per essere sostituita da edifici con ulteriori impermeabilizzazioni e consumo di suolo» lamentano i componenti del Comitato. Da qui l’appello a rivedere la pianificazione almeno in quella zona del quartiere sud partendo dal presupposto che «in una situazione urbana alquanto pregiudicata come quella di Porto San Giorgio, l’albero assume un ruolo di fondamentale importanza sia per le funzioni ecosistemiche che svolge, assorbimento di Co2 e produzione di ossigeno, ombreggiamento, contrasto alle isole di calore, in un’epoca di accentuazione dei cambiamenti climatici, sia per le indiscutibili funzioni estetiche e di miglioramento del decoro urbano».

Per il Comitato, insomma, l’albero va rispettato e curato e non può essere ostaggio di visioni architettoniche e urbanistiche «che lo sottovaluti e ne prescinda». Numeri alla mano, il Comitato elenca 13 esemplari di pini pinea, 3 cipressi, un platano, un eucalipto, diverse tamerici, adulti, oltre a numerose altre specie a rischio e che hanno “occupato” l’area della piazza contribuendo a trasformarla in un presidio «di gradevolezza e salute per il quartiere e per la città tutta, oltre che elemento essenziale per la fruibilità pubblica». La richiesta dunque è quella di rivedere la pianificazione urbanistica così da preservare l’identità della piazza-giardino.

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