
Tre pedane saldamente ancorate a terra, al punto che, verrebbe da pensare, niente e nessuno riuscirà a smantellarle. Eppure dallo scorso mese di agosto non sono mancate le segnalazioni agli uffici comunali e guardando anche più attentamente, basta poco per accorgersi che sono appoggiate al suolo e basterebbe forse un camion dotato di gru ed un piccolo escavatore per alzarle e liberare almeno 7/8 posti auto. In una città che brama parcheggi, da nord a sud, sorge spontaneo chiedersi per quale motivo, a circa 6 mesi dallo smontaggio delle centraline e dalla fine del rapporto tra la società che noleggiava i monopattini ed il Comune non si sia fatto nulla per ridare gli spazi.
La convenzione era a costo zero per le casse di via Veneto. Evidentemente la sperimentazione non ha dato i frutti sperati. Così, dopo circa un anno dalla loro attivazione, i monopattini elettrici sono stati portati via. Ma le tre pedane che li ospitavano sono ancora in viale dei Pini, viale Cavallotti e sul lungomare sud. Occupano quelli che originariamente erano posti per le auto. Posti che, sappiamo bene, sono oro a Porto San Giorgio. In viale dei Pini, ad esempio, la concentrazione di attività commerciali in qualche centinaio di metri, richiede un’attenzione particolare su questo fronte. Spesso, negli ultimi tempi, gli automobilisti hanno parcheggiato addirittura sopra alla pedana di cemento in barba ad un paio di paletti bianche e rossi lasciati in eredità per delimitare lo spazio dei monopattini ed ora trasformati n pali per le partite di calcio disputate a piazza Torino. In viale Cavallotti, a due passi dalla stazione, il discorso riguarda più una attenzione verso l’arredo urbano che imporrebbe di rimuovere seduta stante il basamento. A chi spetti farlo in Comune presumibilmente si saprà. Perché non ci si sia ancora attivati resta da scoprirlo. L’importante è che non si arrivi a ridosso dell’estate con quelle pedane ancora al loro posto.
S.R.
















