
di Sandro Renzi
E’ quella abitativa la nuova emergenza che i servizi sociali del Comune si trovano ad affrontare ormai da alcuni mesi. Accentuata, come altre emergenze, dalla pandemia. Ma gli strumenti in mano agli uffici, questa volta, sono veramente pochi. Trovare un appartamento, anche piccolo, è quasi impossibile. Offrire una situazione di alloggio temporaneo a chi è stato sfrattato diventa un’impresa pure per l’ente di via Veneto. Il bilancio stanzierà, come ha già fatto in passato, risorse per gestire altre emergenze a partire dal caro energia. Aiuti per pagare le bollette o l’affitto, supportare le rette scolastiche, garantire assistenza agli anziani, ma quando andiamo a toccare da vicino quella che è ormai una delle necessità più ricorrenti anche allo sportello Pua, recentemente aperto nel cortile della Magnolie, ovvero la richiesta di un posto dove vivere magari con un figlio a carico, le difficoltà emergono in tutta la loro drammaticità.
«Siamo quasi al paradosso -conferma l’assessora ai servizi sociali, Carlotta Lanciotti- c’è chi si presenta allo sportello chiedendo supporto per trovare un’abitazione ed ha i mezzi per pagare l’affitto ma non trova nulla». Tutte le garanzie fornite dai decreti covid dei mesi passati, anche in tema di affitti, sono venute meno spalancando le porte ad un profluvio di sfratti. A quanto pare non è solo un problema per chi le risorse economiche non le ha ma anche per chi, avendole, non riesce ad individuare un appartamento su dodici mesi. Già, perché in moltissimi casi, gli affitti sono sono stagionali, da settembre e maggio, poi fuori per poter sfruttare la seconda casa a pieno tra giugno ed agosto puntando ai turisti. «Prendiamo in carico tutte le richieste -prosegue l’assessora- grazie anche allo sportello Pua (punto unico di accesso) dei servizi sociali attivato a febbraio. Lì si forniscono le prime informazioni a chi cerca risposte ai bisogni in materia sociale e socio-sanitaria. Ciò a cui stiamo assistendo negli ultime tempi è un cambiamento epocale anche su questo versante, gravato dal rincaro energetico, rispetto al precovid». Come detto soldi in bilancio per fronteggiare le emergenze e le necessità improvvise dovranno essere garantiti, ma per le cosiddette macroaree occorre una programmazione. Lanciotti parla di risposte da fornire con tanto di progettazione a monte così da assestare pure il tiro.
«Negli ultimi 8 mesi, però, ecco esplodere l’emergenza abitativa, con un numero di sfratti considerevole -denuncia la Lanciotti- il problema è preoccupante». A maggior ragione quando non si hanno alternative da offrire o quelle a disposizione possono soddisfare una manciata di richieste. Il dormitorio inaugurato in piazza San Giorgio dalla passata Amministrazione Loira è chiuso e non è mai entrato in funzione. Non c’è chi lo gestisca. «Abbiamo avviato contatti con la Caritas per capire come ci si possa muovere. Puntiamo ad attivare un corso di formazione per volontari d’intesa con l’ambito territoriale sociale XIX al termine del quale speriamo di poter avere personale in grado di occuparsi della struttura che, va ricordato, rappresenta una soluzione abitativa temporanea» annuncia l’assessora. Ci sono poi i minialloggi in via delle Regioni. L’Amministrazione Vesprini ha bloccato la proposta di trasformare lo stabile in una sorta di condominio solidale. «Non è questa la soluzione auspicabile. Abbiamo bisogno di spazi per l’emergenza, di qualche appartamento che deve poter essere disponibile all’occorrenza». Che nel tessuto sociale sangiorgese si siano aperte crepe evidenti lo confermano pure i dati. In meno di un mese dall’apertura dello sportello Pua ci sono stati ben 40 accessi di segretariato sociale. Un trend confermato dagli stessi assistenti negli ultimi mesi. «Si tratta di un servizio gratuito, specialistico, di informazione e accompagnamento sociale rivolto a tutti i cittadini di Porto San Giorgio che hanno bisogno di richiedere informazioni e trovare risposte ai bisogni in materia sociale e socio-sanitaria –chiosa l’assessora Carlotta Lanciotti- è aperto lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13 ed il martedì e giovedì pomeriggio dalle ore 16 alle 18. Risponde al numero di telefono 0734.680155. Il Pua garantisce l’informazione sulle opportunità in termini di promozione sociale per la famiglia e sulle tipologie di interventi assistenziali disponibili. Il cittadino può ricevere una prima valutazione professionale del bisogno sociale e socio-sanitario e l’avvio della presa in carico attraverso l’attivazione dell’equipe di professionisti».














