di Sandro Renzi

L’idea anticipata dall’assessorato ai servizi sociali di stoppare la nascita di un condominio solidale nella palazzina in via delle Regioni come invece voleva la precedente Amministrazione Loira, non convince la consigliera Elisabetta Baldassarri del Pd. «Qual è la visione di questa Amministrazione rispetto alle politiche sociali, di promozione del benessere e della qualità della vita dei soggetti fragili di questa città? Come si intende favorire la crescita della dignità di chi temporaneamente non riesce a sostenersi e mettere in campo azioni in un’ottica opposta alla logica puramente emergenziale? Non lo sappiamo, sembra che l’Amministrazione navighi a vista, limitandosi a costruire e perseguire la facile logica del consenso senza una visione, un’ottica di facile assistenzialismo. Ce lo dimostra la volontà di voler stravolgere il regolamento per la gestione dei mini alloggi in via delle Regioni, proposto dall’ ex assessore ai servizi sociali Francesco Gramegna». Così dunque l’esponente dem dopo le dichiarazioni dell’assessore Carlotta Lanciotti.

Il regolamento, approvato in Consiglio comunale un anno fa e sostenuto da tutta l’Amministrazione Loira ha, come fine «quello di garantire la qualità della vita, le
pari opportunità, la non discriminazione, i diritti di cittadinanza, la prevenzione, l’eliminazione o la riduzione delle condizioni di esclusione sociale derivanti da inadeguatezza di reddito, da difficoltà sociali e da condizioni di non autonomia. In particolare, il progetto intende contribuire alla riduzione di quello zoccolo duro di una società sempre più povera» spiega la Baldassarri. Ma come concretamente? Attraverso un regolamento che prevede l’avvio di un progetto sperimentale per la costituzione di un cosiddetto “Condominio Solidale” negli appartamenti di proprietà comunale allocati nella struttura in Via delle Regioni e nell’alloggio, sempre di proprietà comunale, in via fratelli Rosselli. Si prevede, in sostanza, quello che la Baldassarri definisce «un percorso di responsabilizzazione dei destinatari, che tenga conto per esempio delle nuove povertà cittadine, un intervento finalizzato a garantire la dignità delle persone, offrendo un supporto
temporaneo e non un intervento puramente emergenziale, in vista ad esempio di un eventuale assegnazione futura di una casa popolare».

Idea, però, non condivisa a quanto pare dalla nuova Amministrazione di centrodestra che invece punta a mantenere gli alloggi disponibili proprio per le tante situazioni emergenziali. «Se l’intento dell’attuale assessorato ai servizi sociali e dell’Amministrazione comunale è quello di stravolgere il regolamento approvato in Consiglio la conclusione risulta facile: non si vuole uscire dalla logica dell’emergenza e dell’assistenzialismo».  Adottando il regolamento, sostiene ancora la Baldassarri, ci sarebbe la possibilità per i nuclei concessionari di diventare partecipi di un progetto individualizzato con l’assunzione di specifiche responsabilità e con l’obiettivo di ricostruire la propria dignità. «Mi auguro che la gestione dei mini alloggi possa contribuire a rispondere ai nuovi bisogni di una società che cambia e a tutelare la dignità di chi si trova in una situazione di difficoltà e non siano anch’essi strumenti per la ricerca di consenso» chiosa la consigliera dem.

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