Il cagnolino Tiricchio (foto dalla pagina Fb “Movimento Animalista del Fermano”)

Il piccolo Tiricchio, il cagnolino di 14 anni aggredito lo scorso 30 dicembre, non ce l’ha fatta. E’ spirato questa mattina dopo tre mesi di agonia.

Il cagnolino era stato soccorso dopo essere stato preso a bastonate, un’aggressione che gli aveva procurato delle gravi ferite, anche al cranio, facendolo finire in coma. Stando a una prima sommaria ricostruzione dell’accaduto, quel 30 dicembre Tiricchio, cagnolino di piccola taglia, stava girovagando di sera, come faceva da sempre, in zona San Girolamo, a Fermo, dove abita il padrone, quando si è fermato per fare la pipì, sembrerebbe su un sacchetto dell’immondizia. A quel punto un uomo gli si è avvicinato e, brandendo un bastone, avrebbe iniziato a colpire l’animale. Questo almeno stando ad alcune testimonianze. Due ragazzi si sono precipitati in soccorso del cagnolino e hanno subito trasportato l’animale in una clinica veterinaria dove però oggi è spirato.

Sul posto, quella sera, allertati da alcuni passanti, sono intervenuti gli agenti della Polizia locale che, a seguito di denuncia, si sono messi al lavoro per cercare di ricostruire in ogni minimo dettaglio l’inquietante episodio.

La notizia del decesso del cagnolino “amico di tutti” sta rapidamente facendo il giro del quartiere in cui amava gironzolare. E da San Girolamo si sta sollevando un sentimento unanime, un sentire comune affinché simili raccapriccianti episodi non succedano mai più. In questi mesi il proprietario dell’animale ha ricevuto una miriade di messaggi e di testimonianze di vicinanza e solidarietà che oggi, purtroppo, si trasformeranno in cordoglio misto a una condanna unanime per quanto accaduto a Tiricchio.

E ora, sul fronte giudiziario, l’aggressore rischia grosso. Sì perché il codice penale parla chiaro: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale o lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale“.

Cagnolino preso a bastonate, è in fin di vita

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