Lido Tre Archi

«Tutto torna! In particolare la refurtiva ritrovata a Lido tre Archi dopo il furto presso Confindustria, luogo dal quale è quasi certo che sia partita la batteria di ladri operante oramai a vasto raggio sul territorio. A seguire, dopo i blitz scenografici delle scorse settimane, nuovi ritrovamenti di stupefacenti sono stati fatti negli androni dei palazzi a Lido Tre Archi. Il quartiere rimane “centrale” a tutti gli effetti e non ci sono effetti evidenti e duraturi della strategia di “repressione” o operazioni di contrasto della criminalità in atto, con grande scorno di quanti vanno da tempo predicando che il quartiere è cambiato in meglio». E’ l’analisi di Confabitare che torna a far sentire la propria voce sul quartiere più problematico del Fermano, e non solo.

«Di certo le opere pubbliche, tanto sbandierate dal sindaco fino ad ora, non hanno certo apportato valore aggiunto alla sicurezza alla riqualificazione del quartiere. Possono sicuramente essere una delle componenti utili, ma non esaustiva. Non fanno passi avanti le proposte inserite nel memorandum sulla sicurezza del 2019. In primo luogo non vi è alcun accenno alla possibilità di modificare l’attuale e discutibile regime di controllo di vicinato nel classico controllo di vicinato con gruppo WhatsApp, come in tutti i Comuni d’Italia, e già questo è un nodo fondamentale nel rapporto con le istituzioni che “vorrebbero” collaborazione, ma sottintesa».

Confabitare invita anche ad utilizzare il «Daspo urbano nei confronti dei soggetti più attivi nello spaccio e nella occupazione di case, che resta, occorre riaffermarlo, la piaga principale del quartiere, anche se qualcuno vorrebbe mettere la sordina al fenomeno. Vi è poi il fenomeno del contagio, di cui si fanno carico i territori contigui a Lido tre Archi, Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio, dove numerose sono le richieste di maggiore sicurezza, ma senza mettere in sicurezza Lido Tre Archi non servono nuovi presidi o altri strumenti per rendere meno violente le azioni in quelle realtà, anzi saranno sempre più impegnate le forze dell’ordine in uno sforzo teso a reprimere l’imperante moda della movida violenta. E l’estate è prossima. Ci si attendeva un cambio di passo, una maggiore consapevolezza sulla natura dei fenomeni e sul radicamento del malaffare ma purtroppo dobbiamo constatare una sostanziale continuità con il passato, soprattutto su alcune sostanziali scelte. E – concludono da Confabitare – si tende ad allontanare e sopire la richiesta sacrosanta di un posto fisso delle forze dell’ordine o nel breve medio periodo la buona volontà di provvedere nei prossimi mesi con un camper come già avveniva nel passato. Nessuno, e ripetiamo nessuno, pensi che i cittadini dimentichino di portare avanti queste battaglie. Per troppo e troppo tempo siamo stati derisi e indicati come coloro che gridavano “al lupo al lupo”. Oggi in tanti si rendono conto che il lupo c’era per davvero e scorrazza libero anche in città. Tanti auguri al sindaco e alle sue opere milionarie, sappiamo con certezza che qualche inaugurazione o taglio del nastro non muta la sostanza, né ci potrà mettere il bavaglio».

 

 

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