Il pugilato unisce, sul ring, padri e figli in fuga dall’Ucraina. Alla San Giorgio Boxing, infatti, da alcuni mesi sono arrivati tre padri con i loro figli, originari del Paese devastato dalla guerra. E tutti insieme hanno deciso di allenarsi alla San Giorgio Boxing. Un modo per tenersi sì, in forma, ma anche e soprattutto per non pensare al conflitto che ha devastato il loro paese concentrandosi e rinsaldando un valore che nulla, nemmeno la guerra, può violare: il rapporto tra padre e figlio. E il pugilato diventa anche strumento per distrarre i bambini dagli orrori della guerra impressi nella loro memoria.

Nei giorni scorsi, a far loro visita, è arrivato il presidente regionale della Fpi, Luciano Romanella: »E’ stata una giornata meravigliosa – le parole di Romanella – quella che abbiamo vissuto alla San Giorgio Boxing con Danilo Spurio e i papà e i loro figli. Abbiamo avuto l’opportunità di ospitare gli amici ucraini. Il pugilato marchigiano li ha voluti onorare per quello che hanno patito. Il pugilato è anche questo: quando qualcuno è in difficoltà, come in questo periodo il popolo ucraino, il pugilato chiama subito tutti a raccolta e ci si muove, tutti insieme, per cercare di essere di aiuto. Per me è un onore, nelle vesti di presidente regionale Fpi, portare avanti e valorizzare simili iniziative di solidarietà e, anzi, meglio ancora, di amicizia. Speriamo che questa tremenda guerra finisca e che a breve possiamo anche noi andarli a trovare per consolidare l’amicizia all’insegna della boxe e dei sani valori che lo sport sa valorizzare al meglio». «I padri e i loro bambini si sono subito integrati nella nostra realtà sportiva – racconta Danilo Spurio della San Giorgio Boxing – e anzi ci aiutano e sono molto collaborativi. Il pugilato sa far emergere il lato migliore di tutti noi ed è sicuramente utile per curare le piaghe della società”

© RIPRODUZIONE RISERVATA