di Sandro Renzi
I comitati ambientalisti scendono in strada. Gazebo stamattina sul lungomare Gramsci sud per ribadire il loro no al taglio delle tamerici e sensibilizzare l’opinione pubblica. È stata anche l’occasione per illustrare la loro proposta alternativa che punta comunque a mantenere dove sono le 53 piante collocate li alcune decine di anni fa.
«La nostra iniziativa va avanti da mesi – spiega Luca Romanelli, portavoce delle diverse associazioni – oggi incontriamo i cittadini per spiegare cosa non condividiamo del progetto e perché riteniamo sia pericoloso tagliare le tamerici». Nel corso della mattinata sono state raccolte altre firme a sostegno della petizione che ha già sfondato quota 1.200 .
«Il nostro non è un atteggiamento polemico o pregiudiziale. È argomentato e si basa su fatti. I milioni stanziati per riqualificare il lungomare verranno spesi per un progetto discutibile che prevede l’espianto di 53 tamerici che non sono affatto a fine vita come vogliono farci credere» prosegue Romanelli. Gli ambientalisti dicono no anche ai parcheggi lato est per realizzare i quali dovranno essere spostate le piante «a costi elevati e con scarsi risultati» denunciano le sigle che hanno organizzato la manifestazione. In alternativa alle idee progettuali dell’Amministrazione comunale viene suggerito di reperire altrove i posto auto a partire dalla zona di progettazione dell’ex depuratore. «Occorrono – chiarisce ancora Romanelli – aree di scambio a nord e a sud della città. Investire sulla mobilità dolce. Quando sarà aperto il nuovo ponte ciclopedonale arriveranno da Marina Palmense migliaia di persone sia a piedi che in bici e non più in auto».

















