di Sandro Renzi

Il progetto di riqualificazione del lungomare finisce nel mirino del Pd. Il segretario Michele Amurri, affiancato dai consiglieri comunali Elisabetta Baldassarri, Catia Ciabattoni e Christian De Luna, dai componenti del partito Giacomo Clementi, Raffaele Rizza, dall’ex assessore Andrea Di Virgilio e dalla vicesegretaria Roberta Bonanno, ha puntato l’indice contro il progetto approvato dall’Amministrazione Vesprini. «Vogliamo chiarire la nostra posizione su questo argomento – ha esordito il segretario – partendo dal tema delle tamerici, un simbolo per la città, destinate ad essere espiantate per ricavare, al loro posto, dei parcheggi. E’ l’opposto del nostro pensiero». Il Pd è chiaro da subito: il lungomare non può essere una strada a scorrimento veloce e togliere le tamerici non ha senso.

«Per questo ed altri motivi, tra cui i passaggi fatti recentemente in Regione che hanno portato alla cancellazione delle piazze in corrispondenza delle spiagge libere, chiederemo un Consiglio comunale aperto. Bisogna che ci siano partecipazione ampia e chiarezza da parte dell’Amministrazione. Parliamo di un argomento che investe tutta la nostra comunità, è un pezzo di storia, deve essere un cammino condiviso. Sia ben chiaro, però, non seguiamo alcun comitato anche se ci sono alcuni punti di contatto». La prima tra i consiglieri comunali ad intervenire è Catia Ciabattoni. «La discussione andava portata su una percezione diversa, quella di un lungomare fruibile, caratterizzato dalla mobilità dolce e nella passata Amministrazione siamo riusciti a dare una risposta importante prima con la pista ciclabile e poi iniziando a lavorare con una progettualità importante sul lungomare. Avevamo pensato di iniziare a lavorare dalla parte centrale, a dire il vero, perché punto di connessione tra nord e sud e ricreare una viabilità dolce che avrebbe fatto la differenza. Ci sono stati poi problemi di carattere tecnico per i quali l’attuale Amministrazione ha deciso di partire da sud modificando il progetto e senza discuterne con nessuno». Una visione, insomma differente rispetto a quella del Pd che ora esprime contrarietà alla proposta arrivata in commissione. «L’importante è portare a casa il risultato ma si deve ragionare su una impostazione che non ci vede concordi. Chiederemo un Consiglio comunale aperto per consentire a tutti di partecipare. Tanto più che i lavori che andranno fatti a sud condizioneranno poi il resto del cantiere. Vogliamo parlare anche con i tecnici. Indispensabile trovare una larga condivisione, vogliamo incidere anche noi» aggiunge Ciabattoni.

Sulla stessa lunghezza d’0nda il consigliere De Luna. «Con questo progetto si rischia di fare più di un passo indietro. Questa Amministrazione ha sempre detto di puntare sulla partecipazione, ma non c’è mai stata, neanche sul bilancio. La città deve essere a misura di tutti, uscire dalla concezione di un parcheggio a ridosso della spiaggia». Gruppo dem che vuole conoscere quale sarà dunque la visione complessiva del progetto. Elisabetta Baldassarri fa eco ad entrambi. «E’ fondamentale garantire la discussione di tutti. Questo nuovo lungomare non dovrà essere una via di scorrimento veloce ma deve diventare un luogo di incontro, passeggio, fruizione degli spazi». Baldassarri chiede anche di ampliare il discorso alla progettazione del porto. L’ex assessore Andrea Di Virgilio rivendicando la scelta di pedonalizzare il centro della città e  di realizzare la ciclabile sul lungomare tende a rimarcare alcune differenze rispetto alla maggioranza di centrodestra. «L’attuale maggioranza che all’epoca votò contro la nostra scelta ed il piano delle opere pubbliche che contemplava i finanziamenti per il lungomare, ora si trova a spendere quegli stessi soldi e a deciderne il futuro». Di Virgilio chiede all’Amministrazione di salvare le tamerici che caratterizzano il lungomare sud e di «rivedere il progetto, ma di fare anche presto perché entro giugno occorre fare la gara d’appalto».

E’ poi la volta di Raffaele Rizza. «Quelle piante vanno assolutamente salvate, hanno una memoria storica, un valore affettivo. Sono belle ed il progetto deve partire proprio da quelle essenze arboree che vogliono tagliare. Voglio proprio vedere cosa accadrà quando arriveranno le ruspe e le proteste saliranno».

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