di Sandro Renzi

Questione di giorni, forse addirittura di ore, perché il progetto definitivo del lungomare finisca sul tavolo della giunta Vesprini. Non c’è tempo da perdere. Una corsa ad ostacoli per chiudere il primo complesso step che ha visto l’ente di Via Veneto acquisire tutti i pareri possibili sull’opera e modificare, alla luce di alcune osservazioni arrivate da Ancona, il progetto stesso. L’assessore ai lavori pubblici, Lauro Salvatelli, non ha dubbi sul percorso avviato. «Per non perdere il finanziamento di 4 milioni di euro stanziati in forza del Pnrr -spiega- dobbiamo chiudere il cantiere entro il 2026. Con le risorse che abbiamo possiamo mettere mano come più volte ricordato ad un tratto di lungomare che va dallo chalet Duilio alle Canossiane. A stretto giro il progetto definitivo arriverà in giunta». 

Qualche risparmio si avrà cancellando gli affacci sulle spiagge libere che non sono piaciuti alla Regione. Forse consentiranno di allungare un pochino il cantiere in direzione nord. Materiale, illuminazione, arredi ancora “top secret” eccezion fatta per ciò che è stato mostrato attraverso i rendering circolati in occasione di incontri ufficiali o di maggioranza. «L’impostazione data al progetto ripercorre in parte quello che era stato deciso dalla precedente Amministrazione comprese le aree di relax che ho appreso piacere anche a qualche consigliere del Pd. Tuttavia, la giunta Loira aveva in animo di iniziare dal centro. Noi abbiamo optato per la zona sud consapevoli che vi fossero meno inciampi burocratici e tecnici che potessero impedire o addirittura rallentare l’iter con il rischio di perdere il finanziamento del Pnrr. E’ un tratto di lungomare in cui peraltro tutti gli chalet sono già arretrati lasciando la fascia di rispetto di pertinenza comunale e rispondono alle norme del vecchio piano di spiaggia» prosegue Salvatelli.

Le occasioni di parlarne e di mostrare cosa si intende fare non sono mancate anche se l’opposizione non è dello stesso avviso e in conferenza stampa i consiglieri del centrosinistra hanno annunciato di voler chiudere un Consiglio comunale aperto con l’obiettivo di dire la loro e fare in modo che la maggioranza condivida un’opera così importante anche con i cittadini. E’ l’art. 47 del Regolamento che disciplina l’attività del Consiglio comunale a stabilire quando si possono svolgere le cosiddette “adunane aperte”. «Quando si verificano le particolari condizioni previste dallo statuto o rilevanti motivi d’interesse della comunità lo fanno ritenere necessario il Sindaco, sentiti i Capi gruppo, può richiedere la convocazione di adunanza “aperta” del Consiglio comunale, nella sua
sede abituale… ». In alternativa la richiesta di convocazione può essere rivolta al Presidente del Consiglio, che è tenuto a riunire la civica assise in un termine non
superiore a 20 giorni, da almeno un quinto dei Consiglieri.

Fin qui la “disputa” politica rispetto alla quale l’assessore Salvatelli non entra nel merito ritenendo che la questione attenga piuttosto le prerogative del Presidente e dei consiglieri comunali «pur confermando la mia disponibilità a relazionare, tanto più che non è mia abitudine sottrarmi al confronto» chiarisce ancora l’assessore e vicesindaco. C’è poi aperto un altro fronte ed è quello con le associazioni ambientaliste che hanno raccolto oltre 1200 firme contro il taglio delle 53 tamerici a sud e proposto una soluzione alternativa (realizzazione di parcheggi a sud ed a nord della città, collegamento con bus navette elettrici, mantenimento degli alberi, cancellazione di posti auto ad est del lungomare) rispetto alla quale, pare però di capire, i margini di manovra sono ridotti al lumicino. Intenzione dell’Amministrazione comunale è infatti quella di “cancellare” sostanzialmente la corsia est e di spostare altrove le tamerici, ricavando spazio sia per i parcheggi che per la pista ciclabile destinata ad essere allargata. «Riteniamo si tratti della scelta più funzionale alla vivibilità di un lungomare che pullula di gente per un paio di mesi all’anno -dice ancora Salvatelli- il nostro non è un accanimento terapeutico per volere a tutti i costi i parcheggi sul lato est. Gli spazi in quel tratti ci sono, in realtà, anche prevedendo i nuovi stalli; così diamo uniformità a tutto il lungomare sangiorgese. Abbiamo previsto nuove piantumazioni dove andremo ad intervenire e per tutte le operazioni di espianto delle tamerici saremo assistiti da un tecnico botanico. Ripeto, non è un progetto che cementifica la costa, ma cerca di contemperare tante esigenze»

© RIPRODUZIONE RISERVATA