
di Sandro Renzi
Sarà un Consiglio comunale nella sue veste tradizionale, quindi non aperto agli interventi dei cittadini, quello convocato dal presidente Bragagnolo per venerdì 28, quando all’attenzione della civica assise sarà portato il progetto definitivo per il tratto sud del lungomare Gramsci. La richiesta, come noto, è arrivata dall’opposizione che con questa mossa proverà a lasciare un segno ed avrà la possibilità di dire la sua sullo studio approdato in giunta lo scorso martedì. Dalla maggioranza, però, emerge un’altra visione. I più critici nel centrodestra interpretano l’istanza di riunire il Consiglio come una operazione della minoranza per fare ostruzionismo, facendo leva sul fatto che avessero a disposizione molto tempo per chiedere una seduta ad hoc sul tema anche nei mesi passati. Dubbi che saranno dissipati tra meno di una settimana, nel confronto o scontro, faccia a faccia, tra centrodestra e centrosinistra.
Dall’esecutivo fanno sapere che all’inizio del nuovo mese si dovrebbe passare all’approvazione dell’esecutivo. I tempi sono serrati, ha ribadito più volte lo stesso assessore ai lavori pubblici, Lauro Salvatelli. I soldi vanno spesi entro il 2026 quando anche il lavoro dovrà essere completato. «Ovvio che cercheremo di mettere mano al lungomare anche più a nord –chiarisce Salvatelli- e per farlo stiamo cercando nuovi canali di finanziamento. Ci poniamo come obiettivo quello di arrivare almeno al centro». Le risorse del Pnrr ammontano a circa 4 milioni di euro e serviranno per riqualificare un tratto di lungomare che va dallo chalet Duilio fino a via Maddalena di Canossa, recuperando circa 150 metri in lunghezza rispetto alla precedente stesura, grazie alla cancellazione delle bistrattate piazzette sulla spiaggia, bocciate dalla Regione Marche.
«La scelta di partire da sud è una scelta tecnica e politica –ricorda ancora Salvatelli- dove abbiamo una carreggiata più ampia e dove gli chalet non devono apportare modifiche alle strutture perché in linea con il piano di spiaggia. Confermiamo la decisione di spostare altrove le tamerici e di prevedere alberi di Giuda che faranno da spartitraffico tra la pista ciclabile di 3 metri e la strada a senso unico verso sud». Le palme esistenti sulla parte pedonale non saranno invece toccate. Non è previsto neanche un passaggio ulteriore in sede di Conferenza dei servizi alla quale hanno preso parte 21 enti. L’iter si è infatti chiuso. «Abbiamo avuto qualche rallentamento per le osservazioni della Regione. Ora dobbiamo stringere per aprire il cantiere dopo l’estate». Capitolo gara. Quella per individuare la ditta che dovrà eseguire i lavori sarà imbastita dalla stazione unica della Provincia di Fermo con la quale sono stati già presi contatti. Il nuovo codice degli appalti, infatti, che prevede anche uno snellimento procedurale, entrerà in vigore solo il primo di luglio. Ma il Comune di Porto San Giorgio non può più aspettare.















