di Sandro Renzi

E’ iniziato puntualmente poco dopo le 18 il Consiglio comunale straordinario richiesto dai cinque consiglieri di minoranza per esaminare il progetto di riqualificazione del lungomare sud e discutere di possibili modifiche allo stesso anche se gli spazi di manovra risultano ormai chiusi, visto peraltro che la giunta ha dato dopo Pasqua il via libera al definitivo. A prendere per primo la parola è stato l’assessore ai lavori pubblici, Lauro Salvatelli, che ha rimarcato quanto il cronoprogramma illustrato dalla Sua della Provincia di Fermo sia «da paura» ponendo così l’accento sulla tempistica estremamente ridotta per appaltare i lavori e aprire il cantiere. «Abbiamo ereditato il progetto -spiega Salvatelli- lo abbiamo discusso in maggioranza, cercato di capire da quale parte iniziare e abbiamo optato per quella sud perché tecnicamente più semplice. Abbiamo richiesto i pareri a 21 enti e siamo arrivati all’approvazione del definitivo». Questi in estrema sintesi i passaggi dell’Amministrazione Vesprini.

Tra il pubblico soprattutto rappresentanti delle associazioni e del comitato che si stanno battendo per impedire l’espianto delle 50 tamerici. La mozione del gruppo civico Bene Comune, con il consigliere Emiliano Agostini, va nella loro direzione. e quindi a sostegno di quanto chiedono anche gli ambientalisti. «Chiedo al sindaco di rinunciare al costoso espianto di 50 tamerici che caratterizzano il nostro lungomare» ha detto Agostini. L’ing. Stefano Sisi, Rup del progetto, è entrato nel merito delle carte. «Sulla base delle indicazioni e dei pareri il progetto definitivo è stato elaborato ed approvato dalla giunta. Si tratta della fase intermedia, il prossimo step sarà il progetto esecutivo a cui si sta già lavorando sulla base delle tempistiche strette». Tecnici affiancati da professionisti che daranno una mano ad affrontare la questione del verde e quello del demanio.

Opposizione sul piede di guerra. Catia Ciabattoni per il Pd ha ricordato che la minoranza non è stata portata a conoscenza delle modifiche anche importanti apportate al progetto. «Dopo i pareri degli enti non avevamo nulla di chiaro e sarebbe stato opportuno un passaggio in commissione prima dell’approvazione del definitivo. Visto che c’erano state modifiche importanti dovute alle decisioni della Regione, sarebbe stato necessario un confronto. Quello che è stato approvato non serve ad incentivare la mobilità sostenibile, dal momento che per privilegiare poche decine di parcheggi in più rispetto a quelli che si sarebbe potuto ottenere mantenendo lo status quo, si distruggono 50 tamerici. Il rispetto della linea di esondazione ha provocato ugualmente modifiche importanti, ma nessuno ce ne ha parlato. Quindi chiediamo all’Amministrazione di fermarsi ed attendere almeno l’esito delle verifiche tecniche sulle piante che devono essere espiantate». Sulla stessa lunghezza anche il consigliere Christian De Luna. «Siamo venuti a conoscenza del progetto definitivo solo dopo un accesso agli atti e sono emerse alcune discordanze tra quello che diceva l’assessore Salvatelli proprio sulle tamerici rispetto ad un loro spostamento e le relazioni tecniche per le quali devono rimosse definitivamente. Poi spunta oggi una determina dirigenziale che dà incarico ai tecnici per effettuare le analisi sulle stesse piante». Nicola Loira piuttosto critico. «Avevamo chiesto un Consiglio comunale aperto ma non ci è stato concesso ed era opportuno per creare un dialogo poiché questa maggioranza non rappresenta tutta la città e neanche il futuro visto che la riqualificazione del lungomare riguarderà altre Amministrazioni. Il confronto era indispensabile anche per capire dove finiranno queste 50 tamerici il cui valore storico ed identitario è innegabile». Loira ha criticato pure la scelta del doppio senso disposto sul lungomare nord tra via delle Regioni e via della Marine. «Se lo volete mantenere mettete almeno il cordolo». La replica all’assessore Salvatelli. «Alcune cose dette dall’opposizione sono condivisibili ma altre no. Dall’ultima commissione di novembre non è cambiato nulla salvo la prescrizione delle Regione Marche. Il lungomare si allunga di 150 metri togliendo gli affacci sulla spiaggia libera. Tutte le palme verranno mantenute e ci saranno 200 metri di nuove piantumazioni nell’ultimo tratto più a nord e la pista verrà allargata a 3 metri. Mi dispiace, come assessore ai lavori pubblici, che nell’era Loira siano state abbattute 63 piante protette, e vogliamo parlare delle tamerici che sono state abbattute nell’area camper? Dove stavano i comitati? Quello che posso dire è che faremo il possibile per salvare il salvabile. Nessuno abbatte e se lo si fa perché c’è la necessità di farlo, motivata». A chiudere il sindaco Valerio Vesprini. «Convocazione arrivata troppo tardi -ha detto il primo cittadino- non ci dimentichiamo che si è fatta una ciclabile sul lungomare, sul marciapiede, per non perdere i posti auto dalla passata Amministrazione, e poi le firme della petizione proposta dal Comitato, sono 1200, di cui 150 solo da Porto San Giorgio». Vesprini che ha ricordato pure come in via Petrarca «si sia fatto un doppio senso senza ciclabile. Riguardo alla mancata consultazione o confronto ricordo che appena insediato gli uffici mi dissero che il progetto del lungomare era già in ritardo. Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo ed i pareri raccolti in sede di conferenza dei servizi ci hanno portato a togliere le piazze che si configurano come un consumo di suolo. Il rischio è la perdita dei fondi». Sindaco che dunque ha confermato di andare avanti sulla linea già approvata dalla maggioranza. E non sono mancati momenti di tensione anche dopo la chiusura della civica assise con il presidente Fabio Bragagnolo che ha difeso il suo operato.

 

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