Lettera aperta del Comitato per la salvaguardia di Viale Cavallotti e del verde di Porto San Giorgio all’indomani del Consiglio comunale convocato su richiesta della minoranza per discutere del progetto di riqualificazione del lungomare Gramsci. Gli ambientalisti si rivolgono direttamente al sindaco Valerio Vesprini stigmatizzando «i contenuti di un dibattito misero o inesistente, che fatalmente si è tradotto in un red rationem tra maggioranza e opposizione» ed ancor più la scelta di non prevedere un’adunanza aperta anche agli interventi delle associazioni e di altre realtà sangiorgesi.

«Non è certo questo che ci aspettavamo da cittadini, bensì la possibilità concreta di riproporre temi che non possono essere trattati, al di là delle competenze formali, solo da chi temporaneamente amministra la città. Non vogliamo negare che la sua Amministrazione abbia dato disponibilità all’ascolto di una serie di questioni rilevanti per il progetto del lungomare, ma non potrà in coscienza negare che la nostra accorata sollecitazione sia stata indirizzata a persone sorde che non hanno neppure dato risposte ai problemi che venivano segnalati, molto diversamente da quanto fatto con i balneari» così il Comitato. «In un Consiglio in cui fosse stato possibile partecipare non da spettatori ma direttamente, avremmo potuto illustrare con dovizia di particolari l’errore che l’Amministrazione sta commettendo anche a beneficio dei consiglieri, anche molto giovani, che affollano l’assise ed hanno preferito restare mute».

Ed ancora: «Ciò che più indigna è il livello di considerazione riservato dall’Amministrazione a questo Comitato che secondo le gravi affermazioni del vice Sindaco, ed in parte anche sue, avrebbe tenuto comportamenti silenti nei confronti dell’Amministrazione che l’ha preceduta. Ignorare quanto da anni questo Comitato ha fatto per il bene della città, senza chiedere voti in cambio, appare come uno sfregio alla sua storia oltre che totale assenza di discernimento e di ascolto delle proteste documentatamente condotte. Ci dispiace e questo non possiamo tollerarlo! Lei e il vice Sindaco avete fatto finta di non ricordare che il Comitato ha condotto le proprie battaglie, dopo aver cercato sempre un’interlocuzione, senza mai aver avuto riguardi per una parte o per l’altra. Dire che nessuno si è accorto della strage di alberi (protetti e non) quando al potere governava un’altra parte è falso! La produzione di innumerevoli interventi contro decisioni dannose per la città, testimoniano l’onestà e la trasparenza dell’operato del Comitato. Nonostante lei abbia fatto parte per anni anche della precedente Amministrazione, pare non ricordare tutti gli interventi contro: gli abbattimenti dei giardini di viale Cavallotti, di piazza Mentana, della pineta Salvadori, delle alberature stradali, quasi tutte sfigurate e trasformate in una triste “palificata” o rimosse per dar spazio ad oscene occupazioni di suolo pubblico».

Gli ambientalisti, andando a ritroso, ripercorrono parte della loro attività di sensibilizzazione e critica denunciando «la mancata cura delle palme phoenix colpite dal punteruolo rosso, le cosiddette potature scriteriate, lo sfregio di Piazza Mentana fagocitata da una struttura commerciale ormai permanente, l’esortazione alla tutela del versante Est di Monte Cacciù, il documento per evitare la cementificazione del versante Sud trasferendoci l’autoparco comunale, le denunce al Corpo Forestale dello Stato, la distruzione dei tigli di Via XX Settembre. Solo qualche esempio che, se dimenticato, potrà agevolmente rinvenire al protocollo del Comune. E’ Porto San Giorgio che perde e la sua Amministrazione pare voglia ancora mortificarne l’immagine, ormai sbiadita, di città giardino che ha sempre vantato, lasciando mano libera ad un assessorato che non si è fatto scrupolo di sostituire con la plastica il fondo drenante delle aiuole o trasformare le chiome di alberi storici, come i lecci, in miseri piumini». Infine un riferimento alle tamerici sul lungomare sud, destinate ad essere espiantate per fare posto alla nuova visione contenuta nel progetto definitivo. «Se vorrà risparmiare le tamerici nella parte Sud del lungomare che avete condannato a morte, è ancora in tempo per farlo e noi gliene saremo grati».

Sandro Renzi

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