di Alessio Marucci
«Scrutando con lo sguardo lungo il crinale delle colline che da un lato sovrastano il fiume Aso si scorge, immerso nel bosco, la Rocca di Monte Varmine, che è di proprietà del Comune di Fermo ma edificata nel territorio del Comune di Carassai (Ascoli).
Si rimane colpiti dai colori e dalle sfumature che il paesaggio agricolo circostante assume in questo particolare periodo dell’anno, conferendo al contesto delle caratteristiche di unicità non comuni a tanti siti storici disseminati nel territorio Italiano, anche se più conosciuti.
Abbandonando la strada provinciale che da Carassai conduce a Montalto Marche, nei pressi del campo sportivo, incamminandosi a passo lento lungo la carreggiata che si inerpica verso il Castello, si avvertono gli ultimi spifferi di aria fresca provenienti dalle alte cime dei Monti Sibillini, che a tratti sono accompagnati dall’aroma delle sterpaglie arse nei campi e dagli echi, ormai purtroppo provenienti dal passato, dei rumori tipici della pialla e della sega circolare di antiche falegnamerie insieme al battito quasi ritmico del martello del fabbro o del fagocchio, un esperto artigiano che nella sua Bottega costruiva con legno di quercia o di olmo dei carri con due ruote chiamati birocce, dipinti con colori e con motivi differenti da un pittore, vanto della civiltà rurale marchigiana.
Giunti sulla parte più alta del colle si è al cospetto della fortezza che ci appare maestosa, a volte cupa avvolta da un silenzio irreale raramente interrotto dalla presenza di qualche animale selvatico. A volte può accadere, verso il tramonto, di poter ascoltare in lontananza l’ululato dei lupi che, come fieri guardiani della montagna, si aggirano nel loro territorio, osservando con attenzione e sospetto ogni movimento.
Ad oggi la fortezza rappresenta una possente testimonianza del passato che si contrappone ad un mondo che ci appare sempre più senza memoria e che rincorre in maniera frenetica e disordinata un avvenire senza radici. Recentemente, grazie all’impegno e alla sinergia dei sindaci di Carassai e di Fermo, sono stati assegnati i primi importanti fondi per il recupero della Rocca. Alcune delle sue strutture sono molto danneggiate e, se non si interviene in breve tempo, si rischia di perderle per sempre».
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