Pochi intimi stretti intorno alla bara con posati sopra i guantoni che lo hanno reso un’icona sportiva. Si è svolto così l’ultimo saluto a Federico Scarponi, campione di pugilato degli anni ’60 arrivato fino al titolo italiano. Le esequie si sono svolte stamane nella chiesa della Santissima Annunziata con grande compostezza e presiedute dal parroco don Tony Venturiello. Scarponi si è spento ieri mattina all’età di 92 anni.

«I guantoni che stanno sopra la bara rappresentano una cosa semplice: Federico ha vissuto la sua vita non solo come marito e padre, ma anche come simbolo di uno sport che l’ha reso immenso e campione italiano. Io non so quanti combattimenti avrà avuto, ma per essere campione italiano, sicuramente tanti. Ecco come gli incontri che ha avuto sul ring, anche nella vita ordinaria il combattimento più grande ci viene spiegato oggi: la vita, che è il bene, e la morte, che è il male. Il nostro è un combattimento continuo tra dare la nostra vita che è il bene o pensare solo che ci porta alla morte ed è il male – ricorda il sacerdote nell’omelia -. Noi abbiamo una certezza: Federico adesso sia in paradiso. Voi capite che noi combattiamo, sofferenza, la croce, le situazioni e poi? Poi non possiamo arrivare alla fine pensando che tutto finisca in una bara. C’è qualcuno che pensa che sia così, una volta un ragazzo mi disse: noi siamo cibo per i vermi. Aveva quattordici anni ed in lui ho visto la disperazione, ma non siamo fatti per essere cibo per vermi, ma per la vita eterna e questo dico oggi alle figlie di Federico». Un applauso ha poi accompagnato il feretro all’uscita dalla chiesa.

Nato a San Benedetto del Tronto, elpidiense di adozione, Scarponi tra gli anni ’50 e ’60 è stato uno dei pugili italiani più rappresentativi, detentore del titolo dei pesi gallo. Ha disputato ben 67 incontri da professionista, in Italia ed all’estero, confrontandosi con tutti i migliori atleti della sua epoca. Si è battuto per ben 12 volte per il titolo italiano di categoria.

Maikol Di Stefano

 

La boxe in lutto: è morto Federico Scarponi

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