«Siamo sconcertati e arrabbiati per lo scempio che si sta attuando al lungomare di Porto San Giorgio: si sacrificheranno bellissime piante di Tamerici, in piena fioritura, per aumentare qualche parcheggio delle auto. Sì, è proprio così! A nulla sono servite le contestazioni dei cittadini, un Consiglio comunale aperto, in cui si è fatta sentire la voce delle associazioni ambientaliste e una manifestazione molto partecipata, prima che iniziassero dei lavori di rifacimento della corsia est del lungomare sud». A parlare è Sinistra Italiana della provincia di Fermo, al grido «Salviamo le tamerici!».
«Altre soluzioni sono state presentate per salvare le tamerici, uno dei simboli della cittadina costiera, ma nessun ascolto si è ottenuto, da parte dall’amministrazione, decisa ad andare avanti con sostanziale arroganza. “C’è un progetto europeo, finanziato con i fondi del Pnrr, che è in scadenza e non c’è tempo da perdere!”, questa è stata la risposta; “molte delle piante sono a fine vita ed andrebbero comunque sostituite”, è stata un’altra delle false giustificazioni, come dimostra l’intensa e spettacolare fioritura di questi giorni, che è una vera e propria esplosione della natura. Mentre le direttive europee ci chiedono città sempre più green e si chiede, giustamente, di piantare alberi, con conseguente graduale riduzione di anidride carbonica, c’è un’amministrazione che vira dalla parte opposta: meno alberi, più auto! Siamo veramente sgomenti per tanta miopia amministrativa. Siamo ancora in tempo a fermarli. Facciamoci sentire, non lasciamo soli i comitati dei cittadini e le associazioni ambientaliste».
E il caso tamerici di Porto San Giorgio arriva anche alla Camera dei Deputati. Da Montecitorio, infatti, interviene anche Luana Zanella, Capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra, alla Camera dei deputati: «Parcheggi in cambio di bellissime piante di Tamerici. La scelta dell’amministrazione di Porto San Giorgio è gretta, vecchia, antistorica e sconcertante. Se ovunque si pone il tema della ripopolazione delle piante e degli alberi nei centri abitati, anche in funzione dei cambiamenti climatici, a Porto San Giorgio si torna indietro. Le proteste della città non bastano agli amministratori per capire che devono fermarsi?».















